Elisa, una piccola paziente alle prese con il suo DSA

Elisa, una piccola paziente alle prese con il suo DSA

Quando abbiamo scoperto che Elisa, nostra figlia di 9 anni, era affetta da disturbo specifico dell’apprendimento, il nostro mondo è cambiato completamente. Elisa soffriva di ansia scolastica, si sentiva inadeguata rispetto ai suoi compagni e temeva le maestre. La nostra lotta principale era trovare un centro che potesse diagnosticare correttamente il suo disturbo e aiutarla a sentirsi meno inadeguata.

Dopo aver cercato a lungo e provato diversi centri, finalmente abbiamo trovato il “Centro Flegreo” di Napoli. Il centro offriva una psicoterapia di orientamento cognitivo comportamentale che sembrava adatta alle nostre esigenze. Abbiamo iniziato un percorso di Parent Training insieme a mio marito, sotto la guida della dr.ssa Manuela Cimmino, mentre Elisa è stata seguita dalla dr.ssa Eva Manco.

Il nostro percorso di psicoterapia non è stato facile. Ci sono stati momenti in cui abbiamo avuto l’impressione di non essere abbastanza supportati dalla scuola e di dover affrontare tutto da soli. Tuttavia, Manuela ed Eva erano due professioniste straordinarie, piene di pazienza e comprensione, che hanno reso questo percorso più leggero. Manuela ci ha aiutato a comprendere meglio il disturbo di Elisa e a trovare strategie per affrontare le difficoltà quotidiane. Eva, invece, ha lavorato con Elisa per migliorare la sua autostima e ridurre l’ansia scolastica.

Col tempo, Elisa ha iniziato a mostrare segni di miglioramento. La sua ansia scolastica è diminuita e ha iniziato a interagire con i compagni in modo più sereno. Abbiamo notato che si sentiva meno inadeguata e la sua paura delle maestre si è attenuata. Anche noi, come genitori, abbiamo imparato a gestire meglio la situazione e a sostenere Elisa nel modo più adeguato.

Questa esperienza ci ha insegnato una lezione preziosa: non bisogna mai perdere la fiducia. La psicoterapia funziona e può fare la differenza nella vita di una persona, soprattutto quando si tratta di bambini come Elisa che affrontano sfide così complesse. Siamo grati di aver trovato il “Centro Flegreo” e le due psicoterapeute che hanno accompagnato la nostra famiglia lungo questo percorso di crescita e di superamento delle difficoltà.

Luigi, Storia di una difficoltà sessuale.

Luigi, Storia di una difficoltà sessuale.

Sono Luigi, un uomo di 36 anni che ha sofferto di disfunzione erettile di natura psicogena. La mia difficoltà a mantenere un’erezione ha portato a una serie di complicazioni nella mia vita amorosa. A causa di ciò, ho iniziato ad evitare le relazioni, temendo che la mia condizione mi avrebbe impedito di avere un legame significativo e soddisfacente con un partner.

Nonostante il mio crescente senso di isolamento e disperazione, ho deciso di cercare aiuto e intraprendere un percorso di psicoterapia. Mi sono rivolto al “Centro Flegreo” di Napoli, dove ho seguito una terapia di orientamento cognitivo-comportamentale sotto la guida del dottor Valente, un esperto sessuologo clinico.

La mia terapia ha avuto inizio con una valutazione accurata della mia situazione e delle mie difficoltà. Il dottor Valente si è dimostrato subito empatico e professionale, ascoltando attentamente la mia storia e creando un ambiente di accoglienza e supporto.

Durante il percorso terapeutico, il dottor Valente mi ha aiutato a comprendere le radici psicologiche della mia disfunzione erettile, legate a insicurezze, ansie e cattive esperienze del passato. Attraverso la terapia mansionale, abbiamo lavorato per affrontare questi problemi, utilizzando esercizi specifici per migliorare la mia autostima e la mia capacità di gestire lo stress.

Gradualmente, ho iniziato a notare dei miglioramenti nella mia condizione. Nonostante le iniziali difficoltà e la sfiducia, ho persistito nel mio impegno e ho continuato a lavorare con il dottor Valente. La sua professionalità, empatia e competenza mi hanno dato la forza di affrontare e superare le mie paure e insicurezze.

Dopo mesi di terapia, sono riuscito a riconquistare la fiducia in me stesso e a superare le mie difficoltà legate alla disfunzione erettile. Ho imparato che, nonostante le sfide che la vita ci presenta, è importante non perdere mai la speranza e cercare sempre il supporto di professionisti competenti.

La psicoterapia ha migliorato davvero la mia vita sessuale ma è fondamentale mantenere la fiducia nel processo e nell’aiuto degli esperti. Grazie al sostegno e alla guida del dottor Valente, sono riuscito a superare le mie sfiducie e a intraprendere un nuovo capitolo della mia vita, ricco di autostima e relazioni amorose più soddisfacenti.

Ettore alle prese con un Disturbo ossessivo Compulsivo.

Ettore alle prese con un Disturbo ossessivo Compulsivo.

La mia storia inizia quando avevo 19 anni. Ero costantemente in preda a paure irrazionali e comportamenti compulsivi legati alla contaminazione. Questi pensieri mi rendevano la vita impossibile, e a volte mi sentivo così intrappolato nella mia mente che mi sembrava di non avere via d’uscita. Nonostante la mia sfiducia, decisi di cercare aiuto professionale e intraprendere un percorso di psicoterapia. Ero affetto da un Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Fu così che iniziai a frequentare il “Centro Flegreo” di Napoli, un centro specializzato in psicoterapia cognitivo-comportamentale. Ero pieno di paure e dubbi, ma ero determinato a trovare una soluzione ai miei problemi.

La mia psicoterapeuta, la dottoressa Mariolina Abriola è stata capace di grande empatia e professionalità. Sin dal primo incontro, mi fece sentire a mio agio e compreso. Non mi giudicava per le mie ossessioni, ma invece mi aiutava a capire le cause dei miei comportamenti e a individuare strategie per affrontarli.

Lo staff del centro era altrettanto accogliente e competente. Ogni volta che entravo nello studio, ero accolto con un sorriso e un atteggiamento gentile. Questo ambiente di supporto e comprensione mi aiutava a sentirsi meno solo nella mia battaglia contro il disturbo ossessivo-compulsivo.

Col passare del tempo, sono stato guidato attraverso diverse tecniche di psicoterapia, tra cui l’esposizione e la prevenzione della risposta. Questo metodo consisteva nel mettermi di fronte alle mie paure senza ricorrere ai comportamenti compulsivi, così da imparare a tollerare l’ansia e a ridurre l’urgenza delle compulsioni.

Non è stato un percorso facile, e ci sono stati momenti in cui ho pensato di rinunciare. Tuttavia, grazie alla pazienza, al sostegno e alla competenza del mio psicoterapeuta e dello staff del “Centro Flegreo”, sono riuscito a superare le mie compulsioni legate alla contaminazione.

Oggi, a 28 anni, posso dire con orgoglio di aver raggiunto un equilibrio nella mia vita e di aver imparato a gestire il mio disturbo ossessivo-compulsivo. Questo mi ha permesso di riprendere il controllo della mia esistenza e di godermi appieno ogni giorno.

La morale della mia storia è che non bisogna mai perdere la fiducia in se stessi e nella possibilità di migliorare. La psicoterapia funziona, ma richiede impegno, pazienza e la guida di un professionista competente ed empatico. Non abbiate paura di chiedere aiuto e di intraprendere un percorso di cambiamento: la libertà dalla sofferenza è possibile, e vale la pena di lottare per essa.

Letizia, un disturbo Borderline di personalità

Letizia, un disturbo Borderline di personalità

Il mio nome è Letizia (nome di fantasia), ho 32 anni e fino a poco tempo fa la mia vita era un vero e proprio inferno. Soffrivo di disturbo di personalità borderline, e questo mi ha portato a vivere in un costante stato di angoscia, paura e sfiducia nei confronti delle persone e della vita in generale. Ma la mia storia non è una storia di sconfitta, bensì una storia di rinascita e speranza, grazie al percorso di psicoterapia che ho intrapreso presso il “Centro Flegreo” di Napoli.

Tutto è iniziato quando, ormai allo stremo delle mie forze, ho deciso di chiedere aiuto e mi sono rivolta al Centro Flegreo. Fin dal primo momento, lo staff mi ha accolto con calore e gentilezza, facendomi sentire a mio agio e dimostrandomi che ero in un luogo sicuro, dove avrei potuto affrontare le mie paure.

Il mio psicoterapeuta, il Dr. Valente, è stato un punto di riferimento fondamentale nel mio percorso di guarigione. Nonostante le mie resistenze iniziali, il suo approccio empatico, professionale e umano mi ha permesso di abbattere gradualmente i muri che avevo eretto intorno a me, e di iniziare a guardare al futuro con fiducia. Grazie al suo sostegno e alla sua guida, ho imparato a comprendere le origini delle mie paure e a mettere in atto strategie cognitive e comportamentali per superarle.

La terapia cognitivo-comportamentale è stata un viaggio lungo e talvolta difficile, ma il Dr. Valente e il suo staff hanno saputo guidarmi e sostenermi in ogni momento, senza mai giudicarmi o scoraggiarmi. Grazie alla loro dedizione e professionalità, sono riuscita a capire che le mie paure erano un riflesso delle mie insicurezze interiori, e che potevo affrontarle e superarle con impegno e costanza.

Oggi, a distanza di due anni dal mio primo appuntamento al Centro Flegreo, posso dire di essere una persona nuova. Ho imparato a gestire le mie emozioni e a vivere una vita più serena e soddisfacente, senza lasciarmi sopraffare dalla paura. Ho scoperto che la psicoterapia funziona davvero, e che non bisogna mai perdere la speranza e la fiducia in se stessi, anche nei momenti più bui.

La mia storia è un esempio concreto di come la psicoterapia possa cambiare la vita delle persone, e di come sia importante non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà, ma cercare aiuto e affrontare le proprie paure con coraggio e determinazione. Se anche voi vi trovate in una situazione simile alla mia, non esitate a chiedere aiuto e a credere nella possibilità di un cambiamento positivo.

Mindfulness: come riconnettersi con sé stessi

Mindfulness: come riconnettersi con sé stessi

Ti è mai capitato di uscire di casa, scendere le scale, raggiungere l’auto e domandarti “ho chiuso la porta a chiave? Ho spento i fornelli?”

Questo accade quando non si è presenti nel momento in cui si svolge l’azione. Ma cosa significa?
“Essere presenti” è un concetto che si può trovare in molte tradizioni spirituali, che però nel tempo si è esteso oltre, coinvolgendo la psicologia, la medicina e le neuroscienze, che si riferisce al porre un’attenzione intenzionale e consapevole a quello che si sta vivendo nel momento presente e in maniera non giudicante. Mindfulness, infatti, è la traduzione occidentale della parola sati che significa presenza mentale, consapevolezza, essere nel corpo.

Uno dei pionieri della mindfulness moderna è il biologo Jon Kabat-Zinn, fondatore della Clinica per la riduzione dello stress presso l’Università del Massachussetts. Secondo il suo approccio, la mindfulness è una pratica di consapevolezza che permette di accogliere qualsiasi esperienza, che sia positiva o negativa, osservarla con gratitudine lasciando andare il giudizio riguardo alle nostre emozioni e ai nostri pensieri, aiutando a riconnetterci con noi stessi.

Talvolta si collega erroneamente la pratica della mindfulness a uno stato di beatitudine mistica, di benessere legato a una condizione di rilassamento dovuto allo svuotamento della mente o al fermare il flusso dei pensieri; al contrario, questa pratica è riconoscere i propri sentimenti e identificarsi con ciò che si è veramente, riconoscere gli automatismi della mente e non lasciarsi sopraffare, accogliere l’esperienza nel momento presente, lasciando andare il passato e il futuro.

Uno dei fulcri principali è abbandonare la modalità del fare per entrare nella modalità dell’essere (being mode), rimanendo sull’osservazione di ciò che accade dentro di noi, con gentilezza verso noi stessi, anche quando non riusciamo nella pratica.

MINDFULNESS DI STATO E DI TRATTO

Molteplici studi hanno evidenziato i correlati emotivi/affettivi e conseguenze della mindfulness rilevando che esistono variazioni sia tra individui in relazione alla mindfulness, sia all’interno dello stesso individuo in base al momento. Per queste variazioni, la mindfulness si differenzia in: mindfulness di stato, ossia quella indotta in un setting come lo studio, fa riferimento alla meditazione momentanea e situazionale; mindfulness di tratto, ovvero la disposizione verso l’esperienza quotidiana, fa riferimento a quelle caratteristiche di esperienza e presenza.

I BENEFICI DELLA MINDFULNESS

La mindfulness attiva differenti circoli di benessere, tra cui quelli delle capacità cerebrali, della salute e benessere, della felicità e realizzazione e della consapevolezza di sé e delle proprie capacità relazionali. I benefici di questa pratica sulla salute, infatti, vanno dalla riduzione dello stress e del dolore fisico cronico, dell’ansia, al miglioramento dei ritmi del sonno, del proprio rapporto con il cibo, al miglioramento delle proprie capacità attentive, fino a un a maggiore capacità di non ricadere nella depressione e nella dipendenza.

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Anita Della Corte Psicologa e Mindfulness professional trainer & clinical therapist

BIBLIOGRAFIA Gunaratana, H. (1995). La pratica della consapevolezza: in parole semplici. Ubaldini. Kabat-Zinn, J., & Sabbadini, A. S. (2019). Vivere momento per momento: come usare la saggezza del corpo e della mente per affrontare lo stress, il dolore, l’ansia e la malattia. Corriere della sera. Kabat-Zinn, J. (2011). Dovunque tu vada, ci sei già. Corbaccio. Williams, M., & Penman, D. (2014). Metodo mindfulness. Edizioni Mondadori.