Psicoterapia Online

Psicoterapia e Consulenza Psicologica Online: le nuove frontiere dell’aiuto psicologico

 

La pandemia, senza usare mezzi termini, ci ha travolti come un’onda improvvisa di Tsunami. Ci siamo riscoperti fragili e vulnerabili, vedendo minate alla base tutte le nostre illusorie certezze di dominatori del nostro tempo. L’ondata pandemica globale ci ha sorpreso nel bel mezzo delle nostre esistenze, mentre eravamo indaffarati a fare progetti, coltivare speranze, alimentare sogni. In molti hanno visto in questo evento straordinario quello che da sempre indichiamo col nome di punto di non ritorno: un evento destinato cioè a fare da spartiacque tra il mondo che c’era prima, per sempre perduto, e la nuova realtà che è andata configurandosi dopo.

A noi, tuttavia, per descrivere tale evento piace utilizzare un’altra espressione, quella di “punto di rottura”. Il concetto di punto di rottura, solo apparentemente, infatti, è sovrapponibile a quello di “punto di non ritorno”, ma in realtà se ne discosta sensibilmente. Per descriverlo, si può far riferimento ad un bellissimo film con Patrick Swayze e Keanu Reeves del 1991 e intitolato appunto “Point Break”. Il film parla di una banda di surfisti hippie capitanati da Bodhi (Patrick Sweazy) che vivono di rapine e in cui si infiltra l’agente sotto copertura Johnny Utah (Keanu Reeves). Tranquilli, nessun “spoiler alert” sul film: qualora non l’aveste visto o foste interessati a vederlo, non vi diremo nient’altro sulla trama. Quello che conta invece è proprio il concetto che dà il titolo al film: la massima aspirazione di ogni surfista sta nel riuscire a surfare sull’onda spingendosi fino ad un attimo prima che raggiunga il suo punto di rottura, il momento, cioè, in cui l’onda incontrando un fondale superficiale si disfa rovinosamente, trascinando tra i suoi flutti ogni cosa. Riuscire in un’impresa simile richiede la capacità di sintonizzarsi intuitivamente col moto ascensionale dell’onda – metafora del fluire della vita – e sapersi adattare, momento per momento, rispondendo ai suoi impercettibili cambiamenti. Solo così, al momento giusto, si può cambiare direzione e muoversi in armonia con l’onda, evitando di farsi travolgere. Secondo il mistico buddhista Achaan Sumedho, la chiave per trascendere la sofferenza umana consiste nel coltivare un atteggiamento di disponibilità ad accettare i cambiamenti della vita, momento per momento.

Nel mondo della Psicoterapia ai tempi del Covid – 19, tutto ciò si traduce nella possibilità di pensare a modi diversi e poco utilizzati in passato di relazionarsi al proprio disagio. Le distanze fisiche, ancor prima di quelle sociali, hanno forse spinto per sempre le onde delle nostre esistenze verso direzioni finora impensabili. Nei lunghi mesi di totale o parziale lockdown, si è fatta sempre più impellente la necessità di ripensare anche alle modalità di aiuto. Mai come in questi mesi, la tecnologia si è rivelata quindi una preziosa alleata.

Gli interventi di aiuto psicologico tramite piattaforme online (dalle semplici videochiamate Whatsapp e messenger, all’utilizzo di piattaforme come Skype, Zoom e Jitsi Meet) si sono ormai affermate come modalità di aiuto psicologico dall’efficacia comprovata, sia come dimostrato da un numero crescente di evidenze scientifiche (vedi Hallgren e colleghi, 2015) sia a detta degli utenti stessi.

 

Vediamo infine, quali vantaggi offrono gli interventi psicologici online:

  • Privacy. Per molte persone, specie per chi per indole è più riservato, potersi collegare in tutta tranquillità protetti dalle mura della propria abitazione costituisce un sicuro vantaggio rispetto alle terapie classiche in presenza;
  • Praticità. E’ indubbio che una terapia online sia molto più facilmente fruibile ed immediata rispetto al doversi spostare con i propri mezzi in città caotiche o dove non sempre i mezzi pubblici funzionano a dovere.
  • Flessibilità. E’ possibile pianificare le sedute con maggior flessibilità di orari e di spazi da cui collegarsi (dalla propria abitazione, dal proprio ufficio o luogo di lavoro, addirittura, come avviene spesso, anche in macchina)
  • Barriere fisiche e/o architettoniche azzerate. Molti disabili non sempre efficacemente assistiti o per le odiose barriere architettoniche che ancora imperversano in molte città italiane possono finalmente avere le stesse opportunità degli altri di usufruire di un servizio di psicoterapia.
  • Convenienza economica. In molti casi, soprattutto quando lo studio del professionista scelto si trova a grosse distanze, una terapia online azzera i costi di spostamento supplementari all’onorario pattuito.
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