La tristezza è un emozione fondamentale per la nostra sopravvivenza. Paradossalmente senza la tristezza non riusciremmo a goderci ciò che di bello ci accade. Essere costantemente felici ci porterebbe a non riuscire a difendere le cose a cui teniamo. Ad esempio, sapere che se perdiamo un amico saremo tristi ci permette di agire in modo tale da non perderlo. Oppure, se fossimo sempre felici non riusciremmo ad essere vicino al dolore dei nostri cari.

Ma essere tristi non significa essere depressi, anche quando abbiamo una giornata NO, in qualche modo il giorno dopo riusciamo a rialzarci. Questo nella depressione maggiore non accade.

Gli ingredienti per parlare di depressione sono diversi:

  • tristezza per la maggior parte del giorno;
  • riduzione della capacità di provare piacere/interesse nelle attività che in passato procuravano soddisfazione; quindi l’aspetto importante è il cambiamento da una situazione passata in cui c’era voglia di fare cose ad una situazione attuale in cui non c’è più la stessa voglia;
  • sentimenti di irritabilità e disforia (uno stato in cui si alternano emozioni di ansia, apatia e irritabilità);
  • senso di fatica e sensazione di non essere in grado di svolgere le attività quotidiane;
  • sensi di colpa, autosvalutazione e sensazione di essere un fallito;
  • pensieri di morte o idee suicidarie;
  • difficoltà a prestare attenzione, a concentrarsi e a prendere decisioni;
  • alterazioni del sonno: sonnolenza, insonnia o ipersonnia;
  • riduzione o aumento dell’appetito e significativo aumento o perdita di peso;
  • riduzione del desiderio sessuale.

Chi soffre di depressione maggiore non presenta tutti gli ingredienti contemporaneamente, infatti ne bastano anche tre; anche l’intensità dei sintomi è fondamentale per parlare di depressione.

Ma tutto questo non ci spiega cosa succede a chi soffre di questo disturbo.

Immaginiamo una tipica giornata di una persona che soffre di depressione maggiore:

La sveglia suona alle 7 del mattino e questa persona la posticipa. Suona di nuovo dopo un quarto d’ora, poi dopo un altro quarto d’ora, e ancora… Arriva la moglie che inizia a prendere il posto della sveglia, mentre si prepara per andare a lavoro, senza ottenere successo. La moglie si inizia a innervosire e sfinita perché il marito non si alza dal letto, se e va borbottando qualcosa del tipo “io non posso starti dietro, come te anche io ho un lavoro e anche io non sono sempre felice e in forza ma mi metto di impegno. Ciao.”. La nostra persona, che sente tutto senza rispondere, inizia a rimuginare su quello che la moglie gli ha appena detto.. pensando “..ha ragione, non servo a niente. Vorrei tanto alzarmi dal letto ma non ci riesco. Questo vuol dire che non ho forza di volontà. Se anche mi alzassi, farei solo casini al lavoro. Non ho proprio voglia di alzarmi, voglio solo dormire e sperare che questa giornata passi più in fretta possibile. Non valgo niente…”, ed ecco che un’altra giornata di lavoro saltata. Oltre a questi pensieri che lo accompagnano per tutta la giornata, nel corpo sente pesantezza, nessuna voglia di vivere. Tutto quello che fa inizia a non avere più senso, come ad esempio lavarsi o mettere in ordine. Vorrebbe avere forze ma sente di essere scarico. Le emozioni non le sente più, se non un vuoto incolmabile che sente dentro. Il volto è inespressivo e questa persona non riesce a reagire a eventi e provocazioni. Talvolta può reagire con scatti d’ira incontrollati. Lo sguardo e le labbra rivolte verso il basso e spalle curve. Se questo è quello che può sentire a livello emotivo, a livello cognitivo la nostra persona potrebbe iniziare ad avere dei problemi, come difficoltà anche a ragionare e può dimenticare parecchi ricordi; non riesce a mantenere l’attenzione e magari a fare più cose contemporaneamente. La cosa che spesso chi soffre di questo disturbo pensa è che è lui/lei stesso/a a non essere capace di fare le cose, quando in realtà lui/lei si sforza continuamente nel fare le cose. È come agire con un masso dentro. Anche le persone intorno spesso non riconoscono che il problema non è la persona ma il disturbo di cui soffre e vivere al loro fianco diventa davvero difficoltoso oltre a poter creare forti sensi di colpa nella persona che soffre di depressione.

Nei casi gravi, la mancanza di speranze nel uscire fuori da questa situazione è così forte tanto da indurre il suicidio. Purtroppo ci possono essere molte cause che portano alla depressione maggiore come un lutto, una delusione, una tragedia, ecc.

La depressione maggiore può essere scambiata per un inizio di Alzheimer proprio per le difficoltà cognitive e il cambio di umore.

Insomma, è un disturbo che può essere molto invalidante, fino alla perdita del lavoro e all’inizio dell’isolamento sociale; tutto questo porta ad un peggioramento della condizione, diminuendo ancora di più le speranze di uscirne.