Pensare sempre a qualcosa in modo pervasivo durante l’arco della giornata oppure pensarla per giorni o settimane non si che la persona soffra di disturbo ossessivo compulsivo (DOC). La motivazione per cui si pensa costantemente a qualcosa può essere legato a motivazioni come delusioni d’amore, impegni lavorativi, comprovati problemi di salute, etc.

Quando si parla di disturbo ossessivo compulsivo si deve prima di tutto considerare il nome stesso del disturbo:

  • Ossessivo: questa parola indica che la persona in questione manifesta delle ossessioni. Le ossessioni sono dei pensieri, delle paure che costantemente sono presenti nella sua testa. Lei rumina costantemente senza riuscire a far smettere i pensieri. Queste paure sono timori di non aver fatto qualcosa o che le azioni della persona in questione possano creare danno, ad esempio timore di non aver chiuso il gas prima di uscire di casa, paura di potersi contagiare di qualche malattia.
  • Compulsioni: normalmente quando pensiamo di poter creare danno, cosa facciamo? In genere proviamo a prevenire quel danno. Lo stesso accade nel disturbo ossessivo compulsivo, solo in modo molto più estremo. Infatti, se la persona che soffre di questo disturbo teme di essere uscito di casa senza chiudere la manopola del gas, tornerà a casa a controllare diverse volte, anche 4-5 volte; oppure se teme di contagiarsi prendendo qualche virus, si laverà le mani parecchie volte al giorno, anche 15-20 arrivando anche a rompersi le mani. Questo comportamento serve sia per cercare di evitare il danno ma anche per tentare di far cessare le ruminazioni.

Questi sono gli ingredienti principali per parlare del disturbo ossessivo-compulsivo. Ovviamente non è solo questo, infatti quello che succede è che la propria vita è incentrata sulle proprie ossessioni e sulle relative compulsioni. Facciamo un esempio:

la nostra persona potrebbe avere il timore di aver lasciato la manopola del gas accesa. Quindi prima di andare al lavoro controlla fisicamente che la manopola sia chiusa, ma una sola volta non basta, la apre e chiude ad esempio per 6-7 volte. Esce di casa e ripensa alla manopola, non si fida dei suoi ricordi, quindi torna a casa per ricontrollare e, anche questa volta, chiude ed apre la manopola per 6-7 volte. Fa tardi a lavoro perché tutto questo richiede tempo e, se succede tutti i giorni, potrebbe anche arrivare a perdere il lavoro. Tornato a casa, questa persona si fa un caffè e poi decide di scendere per fare la spesa. Ecco che ricomincia tutto il preparativo per scendere. Così via fino al giorno dopo.

Ma perché una persona che soffre di DOC ha paura che la manopola del gas sia aperta? Probabilmente pensa che una fuga di gas potrebbe causare un esplosione, la distruzione del palazzo e la morte degli inquilini. Sarebbe una grande tragedia. Tutto per colpa sua, tutto per colpa di una sua distrazione. Perché in realtà la questione principale è che, se realmente accadesse, la colpa dell’esplosione è della persona con DOC. Infatti, se lo sbaglio lo commettesse qualcun altro, lei non verrebbe assalita dal senso di colpa. Il senso di colpa viene accompagnato da ansia estrema per il timore di aver sbagliato e di essere stati superficiali. Viene anche accompagnato da tristezza perché lei sa che questo modo di vivere non è bello, questa qualità della vita è pesante.

Infatti per evitare di entrare in ansia forte e ricominciare a ruminare può capitare di diminuire il più possibile le attività, come uscire con gli amici, andare a correre o in palestra, fare shopping e cosi via, tutto per evitare di ruminare sulla manopola e dover attuare i rituali.

Purtroppo, la qualità della vita peggiora ancora di più, perché anche nel momento in cui tutto il rituale è completo, il dover effettuare il rituale stesso e il dover pensare al possibile errore porta la persona allo sfinimento e a non riuscire a concentrarsi su altro. Non riesce a lavorare bene, non riesce a concedersi uno svago e quand’anche ci riuscisse sarebbe stremata e stanca.

Ma come arriva una persona a soffrire di DOC? Probabilmente è sempre stata una persona suscettibile al giudizio e al senso di colpa, forse a causa dell’educazione oppure anche a causa delle interazioni con amici o insegnanti. Fatto sta che in un periodo della sua vita potrebbe manifestarsi un evento scatenante molto stressante che potrebbe portare la persona ad estremizzare ancora di più sia l’ansia e il senso di colpa e sia il timore di creare un danno. Da qui le ruminazioni e poi i comportamenti per compensare le ruminazioni.

Fino ad ora abbiamo visto solo un esempio di timore, ovvero quella della fuga di gas, ma in realtà esistono diverse tipologie di timori e ossessioni. Di seguito ne troviamo elencate alcune:

  • Un esempio di ossessione da controllo è quella della fuga di gas spiegata in questo articolo. Il controllo serve ad evitare catastrofi o eventi considerati terribili.
  • Contaminazione di batteri, virus sporcizia ecc.
  • Il disgusto è sia fisico, come entrare a contatto con cose viscide o che creano disgusto, ma può essere anche morale, come fare qualcosa considerato immorale per la persona.
  • timore superstizioso. Come camminare sotto una scala oppure contare in un certo modo e fino ad un certo numero, oppure camminare solo all’interno delle piastrelle senza toccare il confine.
  • ordine/simmetria. non tollerare assolutamente che gli oggetti siano posti in modo disordinato o asimmetrico, come avere un ordine specifico per ordinare vestiti, stoviglie, libri, ecc

Un piccolo appunto va fatto sul DOC. Esistono anche persone che soffrono di DOC che non presentano compulsioni. Quindi la persona rumina e presenta tutti i sintomi descritti senza i rituali.

Un film che può aiutare ulteriormente a comprendere questo disturbo è “Qualcosa è cambiato” del 1997 con Jack Nicholson.