by Dr. Mario Valente
La recente vittoria dello scudetto di Serie A da parte della società sportiva calcistica Napoli Calcio ha acceso nuovamente la passione e l’orgoglio dei tifosi partenopei, riportando alla luce le complesse dinamiche psicologiche che caratterizzano il fenomeno del tifo sportivo nel mondo del calcio. In questo articolo, analizzeremo i meccanismi psicologici sottostanti al tifo calcistico, con particolare attenzione al caso di Napoli e al mito di Diego Armando Maradona, la cui figura ha profondamente influenzato l’identificazione tra il calcio e la città partenopea.
1. Le radici psicologiche del tifo calcistico
1.1 Identificazione e appartenenza
Una delle motivazioni fondamentali alla base del tifo sportivo è il bisogno di identificazione e appartenenza a un gruppo sociale. Il calcio, come altri sport di squadra, offre un’opportunità unica per soddisfare questo bisogno, poiché i tifosi si identificano con la squadra e i suoi membri, creando una sorta di “famiglia allargata” nella quale si sentono accolti e valorizzati.
Rivalità e competizione
La rivalità tra squadre e tifoserie è un altro aspetto centrale del tifo calcistico. La competizione sportiva, infatti, riflette una componente innata dell’essere umano, che si manifesta attraverso la sfida e la lotta per la supremazia. Il confronto con gli avversari diventa così un’occasione per mettere alla prova le proprie abilità e dimostrare il proprio valore, sia a livello individuale che collettivo.
Emozioni e catarsi
Il tifo calcistico offre anche un’opportunità di vivere emozioni intense e coinvolgenti, sia positive (gioia, entusiasmo, soddisfazione) che negative (rabbia, frustrazione, delusione). Questo processo emotivo può avere una funzione catartica, poiché permette ai tifosi di liberarsi delle tensioni e dello stress accumulati nella vita quotidiana e di ritrovare un equilibrio interiore.
Napoli, il calcio e il mito di Maradona
Una città e la sua squadra
Il caso di Napoli e del Napoli Calcio rappresenta un esempio emblematico di come il tifo sportivo possa assumere un significato profondo e identitario per una comunità. La squadra azzurra, infatti, è da sempre considerata un simbolo della città e del suo popolo, che la sostengono con passione e dedizione in ogni circostanza, condividendo le gioie e le sofferenze legate ai risultati sportivi.
Diego Armando Maradona: il mito e l’identificazione
Il rapporto tra Napoli e il calcio ha raggiunto il suo apice con l’arrivo di Diego Armando Maradona nel 1984. Il fuoriclasse argentino, considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, ha cambiato per sempre la storia della squadra partenopea, portandola a vincere due scudetti (1986-1987 e 1989-1990), una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa UEFA.
L’eroe imperfetto e la città
Maradona è diventato un’icona per Napoli e i suoi abitanti, che si sono identificati in lui e nel suo talento straordinario, ma anche nelle sue fragilità e contraddizioni. La figura di Maradona, infatti, incarna l’eroe imperfetto, capace di toccare il cielo con un dito ma anche di precipitare negli abissi della sofferenza e dell’autodistruzione. Questa complessità ha reso il legame tra Maradona e Napoli ancora più profondo e autentico, poiché la città stessa è caratterizzata da una storia di successi e difficoltà, di bellezza e di ombre.
Il ritorno al successo e la memoria di Maradona
La recente vittoria dello scudetto da parte del Napoli Calcio ha risvegliato nel cuore dei tifosi azzurri la memoria di Maradona e dei suoi trionfi, creando un’onda di emozioni e di entusiasmo che ha investito l’intera città. In questo momento di gioia collettiva, il mito di Maradona si è rinnovato e rafforzato, testimoniando ancora una volta l’importanza del calcio e dei suoi protagonisti nella vita emotiva e identitaria di una comunità.
Il tifo sportivo nel mondo del calcio, come abbiamo visto, è un fenomeno complesso e articolato, che coinvolge diverse dinamiche psicologiche, tra cui il bisogno di appartenenza, la competizione, le emozioni e la catarsi. Il caso di Napoli e del Napoli Calcio, con il mito di Diego Armando Maradona, illustra in modo esemplare come queste dinamiche possano interagire e dar vita a un’esperienza intensa e coinvolgente, che diventa parte integrante dell’identità di una città e dei suoi abitanti.
Nella storia di Napoli e del suo amore per il calcio, possiamo cogliere alcuni degli elementi fondamentali che rendono lo sport, e in particolare il calcio, una realtà tanto affascinante e appassionante per milioni di persone in tutto il mondo. Le vicende di Maradona e della squadra partenopea ci ricordano che il tifo calcistico è molto più di un semplice passatempo: è un modo di vivere, di esprimere la propria identità e di condividere emozioni e speranze con una comunità di affetti e di valori.
by Dr. Mario Valente
La salute psicologica di una persona è influenzata da diversi fattori, tra cui il contesto sociale, culturale e politico in cui vive. Numerose ricerche hanno messo in evidenza la relazione tra il tipo di governo al potere e la salute mentale della popolazione.
In particolare, le dittature hanno un impatto significativo sulla salute psicologica dei cittadini. Gli individui che vivono sotto regimi autoritari sono spesso esposti a violazioni dei diritti umani, limitazioni della libertà personale e della libertà di espressione, e una costante percezione di minaccia e paura. Questi fattori possono causare stress, ansia, depressione e altri disturbi mentali.
Uno studio condotto da Jayanti Owens e colleghi dell’Università di Brown ha analizzato la relazione tra il tipo di regime politico e la salute mentale dei cittadini in oltre 100 paesi. I risultati hanno dimostrato che i cittadini che vivono sotto regimi autoritari hanno maggiori probabilità di soffrire di disturbi mentali rispetto a quelli che vivono in paesi democratici.
Inoltre, la ricerca ha anche evidenziato che la durata della dittatura ha un impatto significativo sulla salute mentale della popolazione. Più a lungo una dittatura rimane al potere, maggiori sono gli effetti negativi sulla salute mentale dei cittadini.
Un altro studio condotto da Christopher J. Ferguson e colleghi dell’Università di Stetson ha analizzato la relazione tra la salute mentale dei cittadini e la democrazia in diversi paesi del mondo. I risultati hanno mostrato che i paesi democratici hanno tassi di disturbi mentali più bassi rispetto ai paesi non democratici.
Inoltre, la ricerca ha anche evidenziato che la democrazia ha un effetto protettivo sulla salute mentale dei cittadini. Le persone che vivono in paesi democratici hanno maggiori possibilità di esprimere le proprie opinioni, partecipare alla vita politica e godere di maggiori libertà personali e di espressione. Questi fattori possono avere un impatto positivo sulla salute mentale della popolazione.
In sintesi, le ricerche hanno dimostrato che il tipo di governo al potere ha un impatto significativo sulla salute mentale della popolazione. Le dittature sono spesso associate a un aumento dei disturbi mentali, mentre la democrazia ha un effetto protettivo sulla salute mentale dei cittadini.
Bibliografia:
- Owens, J., C. McEvoy, e M. Pepin. “Democracy and the Mental Health of Populations: A Cross-National Study.” Journal of Health and Social Behavior 50, no. 4 (2009): 405-21.
- Ferguson, C. J., S. L. Brinkley-Rubinstein, e M. B. Spies. “Democracy, Dictatorship, and Mental Health: A Subnational Study.” Journal of Health and Social Behavior 56, no. 1 (2015): 94-111.
- World Health Organization. “Mental Health and Development: Targeting People with Mental Health Conditions as a Vulnerable Group.” World Health Organization, 2010.
by Dr. Mario Valente
Il senso di vuoto è un sintomo comune in diversi disturbi di personalità e traumi. Tuttavia, la natura e la fonte di questo vuoto possono variare notevolmente a seconda del disturbo o del trauma in questione. In questo articolo, analizzeremo le differenze tra il senso di vuoto nel disturbo narcisistico di personalità (NPD), nel disturbo borderline di personalità (BPD) e nel trauma complesso.
Il senso di vuoto nel disturbo narcisistico di personalità
Il senso di vuoto nel disturbo narcisistico di personalità è caratterizzato da una forte necessità di attenzione e ammirazione dagli altri, una bassa autostima e una sensazione di vuoto interiore. Questo vuoto è spesso causato da una sensazione di insoddisfazione e insicurezza riguardo alla propria identità e al proprio valore personale. Il NPD può anche essere associato a una mancanza di empatia e connessione emozionale con gli altri, che può contribuire ulteriormente al senso di vuoto interiore.
Il senso di vuoto nel disturbo borderline di personalità
Il senso di vuoto nel disturbo borderline di personalità, d’altra parte, è caratterizzato da relazioni intense e instabili, elevati livelli di ansia e depressione e una sensazione di vuoto interiore. Questo vuoto è spesso causato da una mancanza di senso di sé e da una difficoltà a stabilire connessioni emozionali sane e durature con gli altri. Il BPD può anche essere associato a una forte paura di essere abbandonati o isolati, che può intensificare ulteriormente il senso di vuoto.
Il senso di vuoto nel trauma complesso
Infine, il senso di vuoto nel trauma complesso è un tipo di trauma psicologico che può verificarsi in seguito a una serie di eventi traumatici cronici, come la violenza domestica o la negazione di cure affettive durante l’infanzia. Questo trauma può portare a una sensazione di vuoto interiore e a una difficoltà a stabilire relazioni sane e significative con gli altri. Il vuoto causato dal trauma complesso è spesso associato a una perdita di Senso di sé e a una difficoltà a stabilire un’identità stabile e coerente.
In conclusione, il senso di vuoto nel NPD, nel BPD e nel trauma complesso differiscono per la loro natura e la loro fonte. Mentre il NPD è associato a insicurezza e insoddisfazione riguardo alla propria identità, il BPD è associato a una mancanza di senso di sé e a una difficoltà a stabilire relazioni sane e durature. Il trauma complesso, infine, è associato a una perdita di sicurezza nell’intimità relazionale e di coesione interna dell’identità.
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by Dr. Mario Valente
L’enactment è un concetto centrale nella psicoterapia relazionale, che si riferisce alla dinamica in cui le emozioni e le esperienze passate del paziente vengono “incarnate” nella relazione terapeutica presente. In altre parole, l’enactment si verifica quando il paziente e il terapeuta attualizzano e ripetono, in modo non cosciente, vecchi schemi di relazione che sono stati formati in passato. Questi schemi possono essere sia positivi che negativi, ma spesso sono i secondi ad attirare l’attenzione del terapeuta.
L’enactment è un concetto importante perché può essere un’opportunità per il cambiamento terapeutico, se gestito correttamente. La sua comprensione e il suo utilizzo nella terapia sono stati sviluppati principalmente dalla scuola della psicoterapia relazionale, fondata da psicoanalisti come Stephen Mitchell, Lewis Aron e Jessica Benjamin, tra gli altri.
In questo articolo, esamineremo la teoria dell’enactment e la sua applicazione pratica nella relazione terapeutica, nonché le sfide e le opportunità che presenta per il cambiamento terapeutico.
Teoria dell’enactment
L’enactment è stato originariamente descritto come una “rievocazione dell’esperienza passata nel presente” (Mitchell, 1988). Mitchell sostiene che, poiché la terapia si svolge in un contesto relazionale, ciò che il paziente porta in terapia (ovvero le sue emozioni, le sue relazioni passate, le sue esperienze traumatiche) influenzerà inevitabilmente la relazione terapeutica presente.
L’enactment può assumere molte forme nella terapia. Ad esempio, il paziente potrebbe proiettare sul terapeuta le sue emozioni o le sue aspettative in modo inconsapevole. In altre parole, il paziente potrebbe vedere il terapeuta attraverso il filtro delle sue esperienze passate e potrebbe interagire con il terapeuta come se fosse una figura significativa del suo passato (ad esempio, il padre o la madre). Questo può portare a dinamiche negative nella relazione terapeutica, come il trasferimento negativo o la resistenza alla terapia.
Tuttavia, l’enactment può anche essere un’opportunità per il cambiamento terapeutico. Il terapeuta può usare l’enactment come una finestra sulla vita interiore del paziente, per esplorare con lui il suo mondo emotivo e per aiutarlo a rielaborare le esperienze passate che influenzano la sua vita presente.
Applicazione pratica dell’enactment nella relazione terapeutica
L’enactment può essere gestito in diversi modi nella relazione terapeutica, a seconda del tipo di dinamica che si manifesta. In generale, il terapeuta deve essere attento alle emozioni del paziente e alle dinamiche di trasferimento e controtrasferimento che si sviluppano durante la seduta terapeutica.
Se il paziente proietta sul terapeuta emozioni negative o comportamenti distruttivi, il terapeuta deve rimanere calmo e non reagire in modo reattivo. In altre parole, il terapeuta deve evitare di cadere nella trappola dell’enactment e di ripetere le dinamiche negative che il paziente ha vissuto in passato. Al contrario, il terapeuta deve aiutare il paziente a comprendere la natura del suo trasferimento e a lavorare insieme per sviluppare nuove modalità di relazione che siano più sane e funzionali.
Una delle tecniche utilizzate per gestire l’enactment nella relazione terapeutica è la riflessione emotiva. Questa tecnica prevede che il terapeuta ripeta ciò che il paziente ha detto, ma in modo più concentrato sulle emozioni che il paziente sta esprimendo. Ad esempio, se il paziente dice: “Non mi piace come mi parli”, il terapeuta potrebbe rispondere: “Sembra che tu stia avvertendo un certo livello di frustrazione nei confronti del mio modo di parlare”.
La riflessione emotiva è utile perché permette al paziente di sentire che il terapeuta sta ascoltando e comprendendo le sue emozioni, e di sviluppare una maggiore consapevolezza di sé. Inoltre, può aiutare a ridurre la carica emotiva negativa associata all’enactment e a creare uno spazio di maggiore sicurezza e comprensione nella relazione terapeutica.
Opportunità e sfide dell’enactment per il cambiamento terapeutico
L’enactment presenta diverse opportunità e sfide per il cambiamento terapeutico. Da un lato, può rappresentare un’opportunità per il paziente di esplorare e rielaborare le sue esperienze passate in un ambiente sicuro e protetto. Il terapeuta può aiutare il paziente a comprendere come le sue esperienze passate influenzano la sua vita presente e a sviluppare nuove modalità di relazione che siano più sane e funzionali.
D’altra parte, l’enactment può anche presentare sfide significative per il cambiamento terapeutico. Ad esempio, il paziente potrebbe resistere alle interpretazioni del terapeuta o alle nuove modalità di relazione che vengono proposte. Inoltre, l’enactment può portare a dinamiche di trasferimento negativo o a una maggiore intensità emotiva nella relazione terapeutica, che richiede una maggiore attenzione da parte del terapeuta per gestire in modo adeguato.
Conclusioni
L’enactment è un concetto importante nella psicoterapia relazionale, che si riferisce alla dinamica in cui le emozioni e le esperienze passate del paziente vengono ripetute nella relazione terapeutica presente. Sebbene l’enactment possa rappresentare una sfida per il cambiamento terapeutico, può anche essere un’opportunità per il paziente di esplorare e rielaborare le sue esperienze passate in un ambiente sicuro e protetto. Il terapeuta può utilizzare tecniche come la riflessione emotiva per gestire l’enactment e per aiutare il paziente a sviluppare nuove modalità di relazione che siano più sane e funzionali. In definitiva, la comprensione e la gestione dell’enactment sono essenziali per creare una relazione terapeutica sicura e significativa, che possa favorire il cambiamento terapeutico del paziente.
Per ulteriori approfondimenti, sono disponibili numerosi testi sulla teoria dell’enactment e la sua applicazione pratica nella terapia. Tra questi, si possono citare:
- Mitchell, S. (1988). Relational concepts in psychoanalysis: An integration. Harvard University Press.
- Aron, L., & Harris, A. (2015). Relational psychoanalysis: Volume 4: Expansion of theory. Routledge.
- Benjamin, J. (2018). Beyond doer and done to: Recognition theory, intersubjectivity and the third. Routledge.
- Gabbard, G. O. (2001). Psychodynamic psychiatry in clinical practice (4th ed.). American Psychiatric Press.
- Stolorow, R. D., & Atwood, G. E. (1992). Contexts of being: The intersubjective foundations of psychological life. Analytic Press.
Questi testi offrono un’ampia panoramica della teoria dell’enactment e della sua applicazione nella terapia, e possono essere utili per i terapeuti che desiderano approfondire la loro comprensione di questo concetto complesso e centrale nella psicoterapia relazionale.
by Dr. Mario Valente
La disfunzione erettile (DE), comunemente nota come impotenza, è una condizione in cui un uomo è incapace di raggiungere o mantenere un’erezione sufficiente per avere rapporti sessuali soddisfacenti. La disfunzione erettile può avere diverse cause, tra cui fattori fisici, come malattie cardiache, diabete, ipertensione, obesità e fumo, ma anche fattori psicologici, come lo stress, l’ansia, la depressione e la mancanza di autostima.
In questo articolo, ci concentreremo sulla La disfunzione erettile causata da fattori psicologici, descrivendone le possibili cause, le soluzioni terapeutiche e le evidenze scientifiche presenti in letteratura.
CAUSE PSICOLOGICHE DELLA DISFUNZIONE ERETTILE
La DE di origine psicologica può essere causata da una serie di fattori emotivi e mentali, tra cui:
- Ansia da prestazione: L’ansia da prestazione è una forma di ansia che si manifesta quando un uomo ha paura di non essere in grado di soddisfare il proprio partner sessualmente. Questa paura può impedire all’uomo di rilassarsi e godere del rapporto sessuale, causando la DE.
- Depressione: La depressione può causare la Disfunzione Erettile sia direttamente che indirettamente. La depressione può influenzare negativamente il desiderio sessuale e la capacità di ottenere e mantenere un’erezione, ma anche influire sulla capacità di un uomo di prendersi cura di se stesso e della propria salute fisica, aumentando il rischio di malattie che possono causare la DE.
- Stress: Lo stress può avere un impatto significativo sulla capacità di un uomo di avere un’erezione. Lo stress può aumentare i livelli di adrenalina e cortisolo nel corpo, interrompere la circolazione sanguigna e rendere più difficile per un uomo rilassarsi durante il sesso.
- Problemi di relazione: Problemi di relazione, come conflitti o tensioni tra i partner, possono causare la DE. Questo perché i problemi di relazione possono influenzare il desiderio sessuale, l’umore e la capacità di rilassarsi durante il sesso.
- Bassa autostima: Una bassa autostima può influire negativamente sulla vita sessuale di un uomo. La bassa autostima può rendere difficile per un uomo sentirsi desiderabile o sicuro durante il sesso, impedendo la capacità di avere un’erezione.
- La disfunzione erettile dovuta alla pornografia: Molti uomini non si rendono conto che la sensibilità del loro cervello sta diminuendo nei confronti del sesso normale, perché l’erotismo su Internet fornisce “stimolazioni di dopamina” infinite.
SOLUZIONI TERAPEUTICHE PER LA DISFUNZIONE ERETTILE DI ORIGINE PSICOLOGICA
Ci sono diverse soluzioni terapeutiche per La disfunzione erettile di origine psicologica, tra cui:
- Psicoterapia: La psicoterapia può essere molto efficace per La disfunzione erettile di origine psicologica. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è una forma di psicoterapia che aiuta le persone a identificare e affrontare i pensieri e i comportamenti negativi che possono contribuire alla DE. La terapia sessuale può anche essere utile per affrontare le preoccupazioni legate alla sessualità e alla relazione di coppia.
- Farmaci: Esistono diversi farmci che possono essere utilizzati per trattare la DE di origine psicologica, tra cui:
- Inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5): Questi farmaci, come il sildenafil (Viagra), il tadalafil (Cialis) e il vardenafil (Levitra), agiscono aumentando il flusso di sangue al pene, migliorando l’erezione. Tuttavia, è importante notare che questi farmaci non risolvono le cause sottostanti della DE e non sono sempre efficaci per la DE di origine psicologica.
- Farmaci ansiolitici: Farmaci come gli antidepressivi, gli ansiolitici o gli antipsicotici possono essere prescritti in alcuni casi di DE di origine psicologica per alleviare l’ansia, la depressione o altri problemi emotivi sottostanti. Tuttavia, questi farmaci possono avere effetti collaterali indesiderati e non risolvono direttamente la DE.
- Terapia di coppia: La terapia di coppia può aiutare a identificare e affrontare i problemi di relazione che possono contribuire alla disfunzione erettile. La terapia di coppia può aiutare i partner a comunicare in modo più efficace, a risolvere i conflitti e a costruire una relazione più sana e soddisfacente.
EVIDENZE SCIENTIFICHE SUL TRATTAMENTO DELLA DISFUNZIONE ERETTILE DI ORIGINE PSICOLOGICA
Ci sono diverse evidenze scientifiche che supportano l’efficacia delle terapie per la DE di origine psicologica. Una meta-analisi pubblicata sul Journal of Sexual Medicine nel 2012 ha esaminato gli effetti della terapia cognitivo-comportamentale (CBT) sulla DE e ha scoperto che la CBT può migliorare significativamente la funzione erettile. Altre ricerche hanno dimostrato che la terapia sessuale può anche essere efficace nel trattamento della DE di origine psicologica.
Anche gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5) sono stati ampiamente studiati e sono considerati un trattamento di prima linea per la DE di origine psicologica. Una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Sexual Medicine nel 2017 ha esaminato 46 studi sull’efficacia degli inibitori della PDE5 e ha concluso che questi farmaci possono migliorare significativamente la funzione erettile e la soddisfazione sessuale nei pazienti con DE.
CONCLUSIONE
La disfunzione erettile di origine psicologica può essere causata da una serie di fattori emotivi e mentali, tra cui ansia da prestazione, depressione, stress, problemi di relazione e bassa autostima. Esistono diverse soluzioni terapeutiche per la DE di origine psicologica, tra cui psicoterapia, farmaci e terapia di coppia. Le evidenze scientifiche supportano l’efficacia di queste terapie nel trattamento della DE di origine psicologica, ma è importante che ogni individuo discuta le opzioni di trattamento con il proprio medico per trovare la soluzione migliore per le proprie esigenze.
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