Le 10 domande sul sesso imbarazzanti e le risposte più sincere

Le 10 domande sul sesso imbarazzanti e le risposte più sincere

Sessualità Sesso, eros e dintorni: quanto ne sai? Scopri le nostre domande e rispose.

1 Come possiamo rendere L’intimità della coppia una priorità?

È importante ritagliare del tempo solo dedicato alla coppia. Non è importante la quantità dei rapporti sessuali ma bensì la qualità.
Inoltre, l’intimità passa anche attraverso altre attività (come sport insieme; cena romantica; passeggiate al parco …).

2 Come pensi cambierà la sessualità all’interno del matrimonio?

Il matrimonio non dovrebbe influenzare negativamente la sessualità di coppia, ovvero non bisogna considerare il matrimonio come la conquista di una meta ma un continuo percorso di scoperta e riscoperta della coppia (e quindi anche della sessualità).

3 Come riusciremo a mantenere in vita la passione ?

La passione parte dal desiderio sessuale, che a sua volta si sviluppa dalle fantasie sessuali.
È bene, dunque, alimentare il desiderio sessuale attraverso giochi erotici (come sex toys) o attività ludiche ed erotiche (come la cena con penitenza, durante la cena i partner si scambiano domande sulle proprie passioni e hobby e chi sbaglia la risposta paga penitenza togliendosi un indumento fino alla completa nudità dei due).
La passione inizia a svanire quando i partner si danno per scontato sia a letto sia nella vita quotidiana.

4 Come manterremo la nostra individuale sessualità ?

L’autoerotismo è fondamentale affinché la sessualità di coppia possa essere mantenuta.
Bisogna, semplicemente, crearsi degli spazi per praticare l’auto masturbazione.

5 Il sesso al primo appuntamento va bene per te ?

Il sesso al primo, al secondo o al decimo appuntamento va sempre bene solo se hai la volontà di farlo.
In questi casi utilizza sempre il preservativo!

6 Non riesco a trovare il punto G. Ma dottore esiste davvero ? E se si, dove si trova ?

Non esiste un unico punto così sensibile da far raggiungere l’orgasmo.
Invece, esiste una zona le quali parti sono le più sensibili quando vengono stimolate.
La zona CUV: Clitoride, uretra e pareti vaginali.
Se questa zona viene adeguatamente stimolata crea piacere sessuale.
Ma, ogni donna ha punti e stimolazioni diverse per raggiungere l’orgasmo. Bisogna solo conoscersi bene!

7 Quanto spesso dovrei fare sesso? Cosa è normale ?

Non c’è una regola aurea che indica la normalità della frequenza dei rapporti sessuali.
Si fa sesso quando si ha il desiderio di farlo!
Ad esempio, ci sono le “Coppie Bianche” che scelgono di non avere attività sessuali tra loro ma che sono soddisfatte della loro relazione.
La problematicità, dunque, sta quando i partner vorrebbero fare sesso ma per diversi motivi non riescono o evitano.

8 Come faccio a dirle cosa voglio a letto?

La comunicazione in una coppia è fondamentale.
Prova prima a parlarle in generale delle nuove pratiche che vorresti praticare, in modo da capire come la pensa sull’argomento.
Ovviamente, il sesso è bello se è consenziente. Quindi anche lei deve accettare le pratiche che le proponi, altrimenti le puoi vivere anche solo come fantasie sex.

9 Quali sono i modi migliori per aumentare la libido in modo naturale ?

La risposta si rifà alla domanda 3.

10 Autostima e dimensioni

Le dimensioni del pene sono un costrutto sociale che, erroneamente, identifica l’uomo virile e bravo a letto se ha un pene di grandi dimensioni.
Mentre, chi ha un pene di medie dimensioni viene considerato poco virile o “maschio”.
Questa concezione fallocentrica porta, soprattutto, gli adolescenti o le persone a confrontarsi con gli altri (spesso con video pornografici) sentendosi svalutato.
Ma le dimensioni, sono da misurare quando il pene è in erezione e non in uno stato di riposo, come succede negli spogliatoi del calcetto!

Quando la Depressione non si vede: La Depressione Mascherata

Quando la Depressione non si vede: La Depressione Mascherata

Il disturbo depressivo assume caratteristiche e sfumature diverse.
La “Depressione Mascherata” è un disturbo dell’umore e i suoi sintomi, spesso, sono di tipo fisici.

Che cos’è la depressione mascherata?

Riuscire a diagnosticare una depressione mascherata è difficile, in quanto i sintomi e i disagi
lamentati dal paziente sono spesso di natura fisica e non di natura psicologica (come ad esempio
umore basso; tristezza).
Inoltre, il paziente non percepisce sé stesso come depresso o triste, ma come una persona che ha
una grave malattia organica.

Infatti, la prima figura professionale alla quale si rivolge è il medico di famiglia il quale è portato a pensare e ad indagare a malattie di natura organica.

Quali sono i principali sintomi della depressione mascherata?

I sintomi associati a una depressione mascherata possono essere i seguenti:

  • Insonnia.L’incapacità di addormentarsi o continui risvegli notturni;
  • Mal di testa.
  • Spesso sono mal di testa costanti che alterano la qualità di vita della persona;
  • Vertigini;
  • Disturbi digestivi;
  • Crampi addominali;
  • Alterazione della normale funzionalità intestinale;
  • Dolori generali ai muscoli e alle ossa;
  • Mal di schiena e cervicalgia;
  • Stanchezza psicofisica persistente.

È opportuno, prima di fare diagnosi di depressione mascherata, accertarsi che tali sintomi non
siano causati da eventi specifici (come traumi o indigestione o sforzi muscolari).
Inoltre, bisogna escludere altre patologie organiche (ulcere; coliti; alterazioni metaboliche).

Bisogna anche tener conto di altri segnali, al fine di diagnosticare la depressione mascherata:

  • Storia di depressioni in famiglia;
  • Se durante forti periodi di stress vi sia la presenza di disturbi fisici;
  • Vivere emozioni di tristezza e disagio e sentimenti depressivi legati ai disturbi fisici
    riportati.

Cosa fare in presenza della depressione mascherata?

Con la presenza di questo disturbo è fondamentale intraprendere una psicoterapia, durante la
quale il paziente prende consapevolezza delle proprie emozioni e del proprio vissuto.
Inoltre, con la psicoterapia la persona imparerà a riconoscere e disinnescare quei circoli viziosi di
pensieri e azioni che tengono in vita la depressione mascherata. Di seguito alcuni consigli che aiutano e supportano il processo di guarigione:

  1.  Avere dei ritmi di vita regolari.
  2. Quindi scandire la quotidianità secondo specifici orari e impegni;2. Dormire almeno 6/7 ore a notte;
  3. Svolgere attività che interessano e che si ha desiderio di fare;
  4. Non trovarsi, spesso, in situazioni stressanti e/o disagianti
  5. Praticare attività sportiva con costanza e in moderatamente;
  6. Limitare l’uso di alcolici, tabacco e droghe. Soprattutto quando si assume la terapia farmacologica.

Il primo passo è parlarne con qualcuno, come un familiare o amici, e poi chiedere aiuto ad uno psicologo a Napoli
professionista: scrivici per un consulto gratuito, ti proporremo la giusta terapia.

BIBLIO:
Pancheri, P. (2006). La depressione mascherata. Masson, Milano.

Cosa Significa Genitorialità e come diventare genitori migliori

Cosa Significa Genitorialità e come diventare genitori migliori

Sempre più sentiamo dire, e probabilmente è vero, che il mestiere più difficile al mondo è quello di essere genitori. Oggigiorno si parla di genitorialità, dando un nome a questo faticoso lavoro.

Cos’è la genitorialità?

Il dizionario “Trecani” ci indica che nelle moderne società industriali la genitorialità può essere vista come uno stato volontario, che è scelto e che può essere evitato.

Una prima differenza, dunque, è che l’essere genitori non è più un evento ineluttabile nel normale ciclo di vita di ogni essere umano.

Inoltre, l’essere genitore non è più configurabile come un semplice ruolo sociale, ma diviene una “funzione”, la quale non coincide necessariamente con la maternità e la paternità biologica, ma con la capacità di prendersi cura del minore.

 

Quali sono le funzioni di un genitore?

Dunque, la domanda viene spontanea: quali sono le funzioni che un genitore deve assolvere?

La funzione genitoriale si spiega:

  • Nell’accudimento;
  • Nel sostegno;
  • Nella protezione;
  • Nel contenimento emotivo e comportamentale;
  • Nelle funzioni educative e normative, come l’attribuzione dei valori, il senso di appartenenza e di autonomia, la capacità d’imporre dei limiti e di dare giusti stimoli per la crescita.

Tali funzioni essenziali, per la genitorialità, possono essere attuate e svolte sia da entrambi i genitori contemporaneamente sia da un solo genitore alla volta indipendentemente dall’orientamento sessuale e dal genere.

Come essere genitori migliori?

Sono molto convinta, essendo anche genitore, che sia un mestiere difficile e, spesso, estenuante. Nessuno può sentirsi un genitore eccellente, in quanto come esseri umani costituiti da fragilità sbagliamo costantemente.

Ma ecco tre consigli per migliorare la propria genitorialità e quindi essere genitori migliori:

  1. L’importanza delle regole.
    Grazie alle regole, il genitore traccia dei confini soddisfacendo il bisogno del bambino di contenimento.
    Le regole devono essere semplici, chiare e ragionevoli, in modo tale da non opprimere il bambino considerandolo un incapace o che è insignificante o poco amato;
  2. Offri loro occasioni di successo.
    Valorizza il bambino offrendogli occasioni di successo, ovvero creando situazioni favorevoli. Ogni obiettivo deve essere coerente con l’età in modo da essere raggiungibile.
  3. Come mamma, o come padre, o più in generale come educatore, prendi del tempo per te stesso/a.
    Organizza, almeno per un’ora al giorno un “momento off” in cui entri in pieno contatto con te stesso/a.
    Inoltre, coltiva le tue passioni e i tuoi hobbies anche se con maggiore difficoltà.

 

Il consiglio principale è quello di chiedere aiuto ogni volta in cui ti senti frustrato/a e non riesci a vedere altre soluzioni.

Nel caso in cui siano situazioni complicate in atto come una separazione, è utile mettere il bambino al corrente di tali situazioni: farà di te un genitore migliore.

Inoltre La psicoterapia cognitivo-comportamentale può aiutare i genitori ad affrontare le difficoltà che stanno incontrando, lavorando su pensieri, emozioni e comportamenti disfunzionali riducendo così l’insorgenza, per quanto possibile, di problemi emotivi.

 

Aggressività: come gestirla e come curarla?

Aggressività: come gestirla e come curarla?

L’essere aggressivi è un comportamento che ritroviamo negli animali e in ogni essere umano. Per tanto, l’aggressività ha il fine di salvaguardare il singolo e la specie, infatti un comportamento aggressivo viene messe in atto quando l’individuo o l’animale si sente minacciato dall’esterno.

Quindi di per sé adottare comportamenti aggressivi in specifici casi ci aiuta a sopravvivere, ma quando l’aggressività diviene l’unico mezzo di comunicazione allontana l’individuo dalla famiglia, dal lavoro o dalla scuola, allora significa che vi è una gestione disfunzionale dell’aggressività.

Quando l’aggressività diviene patologica?

Negli uomini, intesi come essere umani, l’aggressività è un comportamento aggressivo che viene messo in atto contro un proprio simili e/o verso sé stessi o contro oggetti/animali. Tale comportamento ha l’obiettivo di fornire danno e ripercussioni, sia fisiche sia psicologiche.

Una caratteristica del comportamento aggressivo “patologico” è che non sempre si esprime con forme di feroce o estrema violenza, tale tratto potrebbe anche essere riscontrato il alcune psicopatologie. In questi casi, sono comportamenti aggressivi subdoli che posso passare da un livello lieve e gradualmente estremizzarsi. Come ad esempio passare da spintoni per arrivare a vere lesioni corporee.

Inoltre, nella vita quotidiana e nella maggior parte dei casi, i comportamenti aggressivi sono rivolti a persone significative dell’individuo (come familiari, genitori, figli, nonni, colleghi, amici).

Quali aggressività si riconoscono?

Per comprendere al meglio i comportamenti aggressivi, bisogna riconoscerne le forme o le tipologie.

In psicologia vengono elencate almeno otto forme diverse di aggressività, le quali possono essere adottate o singolarmente o in combinazione tra loro.

Di seguito:

  1. AGGRESSIVITA’ DIRETTA:
    Il proprio corpo viene utilizzato come strumento, diretto, per recare danno all’altro o a sé stessi;
  2. AGGRESSIVITA’ INDIRETTA:
    L’individuo, aggressivo, utilizza come strumento di aggressione altre persone per colpire il suo bersaglio;
  3. AGGRESSIVITA’ ATTIVA:
    Per recare danno ad altri o cose, viene utilizzata la forza e la violenza;
  4. AGGRESSIVITA’ PASSIVA:
    Sono atti di omissione, come ad esempio non prestare aiuto all’altro in pericolo di vita. È un’aggressività mascherata;
  5. AGGRESSIVITA’ AUTODIRETTA:
    Il bersaglio e l’aggressore coincidono, ovvero recare danno a sé stessi;
  6. AGGRESSIVITA’ ETERODIRETTA:
    Verso altri od oggetti;
  7. AGGRESSIVITA’ REATTIVA:
    Il danno che viene provocato all’altro è guidato da un sentimento di vendetta. È un’azione quasi impulsiva, provocata da un torto ricevuto;
  8. AGGRESSIVITA’ PROATTIVA:
    L’aggressore studi “a tavolino” una vera e propria strategia o piano di azione per recare danno.

Come curarle l’aggressività? Tre strategie per affrontarla

Se i comportamenti aggressivi persistono per maggior parte della giornata e se non si riesce a gestirla o si gestisce con fatica, ecco alcune strategie per depotenziare l’aggressività:

  1. ESPRIMERSI CHIARAMENTE.
    Se spesso si adotta l’aggressività perché l’altro non riesce a comprenderti, allora sarà necessario parlare lentamente e abbassare progressivamente il tono di voce.
    Prova anche a fare frasi corte e semplici;
  2. NON ATTACCARE SUBITO.
    Se senti che stai agendo impulsivamente o in modo violento, insomma se stai mettendo in atto un comportamento aggressivo, fermati. Prenditi del tempo, espira e inspira per cinque volte e comunica come nel punto 1;
  3. TEMPO PER LO SPORT:
    Scegli almeno tre giorni alla settimana per fare sport. Fai quelle attività sportive che scaricano la tensione e ti aiutano a controllare il respiro (es.: corsa; camminata veloce; nuoto);

Iniziare un percorso psicologico per curare l’aggressività 

Se senti di spaventare eccessivamente gli altri oppure se razionalizzi che alzi subito la voce quando qualcosa non ti piace o sei spesso in uno stato di agitazione e non riesci a gestire questo comportamento allora è il momento di chiedere aiuto e iniziare un percorso psicoterapico.

BIBLIO:

Lorenz, K. (2008). L’aggressività (Vol. 22). Il saggiatore.

 

 

L’orgasmo femminile e i suoi benefici

L’orgasmo femminile e i suoi benefici

L’orgasmo femminile è l’esperienza o l’evento più soggettivo che possa esistere. Ogni persona la vive in modo diverso.

Infatti, se chiedessimo ad ogni donna la descrizione del proprio orgasmo ci sorprenderebbe il risultato. Chi parlerebbe di “esplosione”, chi di “ascesa” oppure chi parlerebbe di “vertigini come durante una caduta” e tanto altro.

Quali sono i benefici dell’orgasmo femminile?

Raggiungere e provare l’orgasmo periodicamente porta dei benefici alla persona sia a livello fisiologico sia a livello psicologico e, in caso specifico, anche al benessere della coppia.

Grazie al rilascio di specifici ormoni e di altre sostanze durante la fase eccitatoria e orgasmica, il corpo e la mente risentono di alcuni benefici, quali:

  • Effetto protettivo contro l’endometriosi, dolori mestruali, dolori generici e lo stress psicofisico.
    Questo è possibile grazie al rilascio di ossitocina e DHEA;
  • Potenzia il sistema immunitario, grazie alla produzione di immunoglobulina A (specifico anticorpo che si trova nella saliva e nelle mucose nasali);
  • Accentua lo stato di benessere e di contrasto dell’ansia e della depressione, grazie alle endorfine che agiscono direttamente sul Sistema Nervoso;
  • Inoltre, le endorfine combattono l’insonnia andando a regolare il ciclo sonno-veglia;
  • Grazie all’adrenalina, favorendo la riduzione di glucosi e impedendogli di immagazzinarsi sotto forma di grasso, e al movimento fisico vengono bruciate calorie;
  • La marcata respirazione e l’aumento del battito cardiaco, ossigenano il sangue;
  • Protegge dai disturbi di incontinenza e prolasso, in quanto viene rafforzato il pavimento pelvico.
  • Il raggiungimento dell’orgasmo rende la coppia più stabile e, la condivisione del piacere intenso, diviene un collante tra i partner.

Quali sono le zone erogene femminili? 

In generale, nell’esperienza orgasmica le due zone anatomiche principali sono il clitoride e la vagina.

Nello specifico, le zone che sono maggiormente più sensibili al tatto sono le labbra vaginali, l’ostio vaginale (ovvero l’ingresso della vagina) e il clitoride. Tali parti danno maggiormente piacere, in quanto sono ampiamente innervate da terminazioni nervose.

L’interno vaginale è poco sensibile al tatto e spesso, ignari dell’esistenza del clitoride, viene effettuata una pressione forte sulle pareti vaginali come forma di stimolazione per procurare o procurarsi piacere risultando dolorosa o fastidiosa.

Il clitoride, uno dei punti più sensibili per la sessualità, è l’organo erettile femminile situato all’estremità anteriore della vulva per poi spuntare all’esterno sulla parte superiore delle piccole labbra vaginali.

Come raggiungere il piacere tramite la stimolazione del clitoride

La sua stimolazione può avvenire in modo diretto o in modo indiretto:

  • La stimolazione diretta del clitoride avviene all’esterno, in cui il glande clitorideo (il puntino che fuori esce dalle piccole labbra) se stimolato adeguatamente porta all’orgasmo;
  • La stimolazione indiretta avviene per via vaginale. Infatti, come sopra citato, la penetrazione modificando la struttura del clitoride potrebbe portare al raggiungimento dell’orgasmo.

Dunque, non esistono orgasmi primari o secondari ma diverse stimolazioni.

Come il livello psicologico influenza il raggiungimento dell’orgasmo?

L’orgasmo femminile è, come abbiamo visto, un’esperienza di piacere intesa mai scontata e abbastanza complessa in quanto vi sono fattori di diversa tipologia che giocano ruoli principali al raggiungimento dell’orgasmo. Come lo stato di salute fisica, l’educazione sessuale ricevuta, la famiglia e la società di provenienza, e soprattutto, lo stato psicologico.

Lo stato psicologico è determinante:

  • Uno stato prolungato di ansia sfavorisce l’orgasmo;
  • Pensieri stressanti o preoccupazioni distolgono l’attenzione sulle proprie sensazioni durante l’atto sessuale;
  • L’insicurezza per il proprio corpo o la bassa autostima creano il timore di non eccitare abbastanza l’altro/a;
  • Ricordi traumatici, come abusi sessuali, possono inibire le fasi di desiderio ed eccitazione sessuale.

 

La sessualità è parte integrante di ogni persona e può essere riconquistata in ogni momento. Non bisogna mai rincorrere l’orgasmo, ma costruirlo lentamente con una buona dose di conoscenza di sé stessi e dando spazio alle sensazioni e alle fantasie sessuali.

Un diritto di tutti gli esseri umani è di godere e di provare piacere del proprio corpo.

Come risolvere problemi sessuali e di coppia?

Tramite La terapia cognitivo comportamentale esplorando e modificando le credenze e pregiudizi errati sul sesso e sulla sessualità. Migliora l’autostima, tramite le tecniche comportamentali, e porta la persona e la coppia ad affrontare le proprie difficoltà sessuali.
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