Cosa Significa Genitorialità e come diventare genitori migliori

by | Infanzia

Sempre più sentiamo dire, e probabilmente è vero, che il mestiere più difficile al mondo è quello di essere genitori. Oggigiorno si parla di genitorialità, dando un nome a questo faticoso lavoro.

Cos’è la genitorialità?

Il dizionario “Trecani” ci indica che nelle moderne società industriali la genitorialità può essere vista come uno stato volontario, che è scelto e che può essere evitato.

Una prima differenza, dunque, è che l’essere genitori non è più un evento ineluttabile nel normale ciclo di vita di ogni essere umano.

Inoltre, l’essere genitore non è più configurabile come un semplice ruolo sociale, ma diviene una “funzione”, la quale non coincide necessariamente con la maternità e la paternità biologica, ma con la capacità di prendersi cura del minore.

 

Quali sono le funzioni di un genitore?

Dunque, la domanda viene spontanea: quali sono le funzioni che un genitore deve assolvere?

La funzione genitoriale si spiega:

  • Nell’accudimento;
  • Nel sostegno;
  • Nella protezione;
  • Nel contenimento emotivo e comportamentale;
  • Nelle funzioni educative e normative, come l’attribuzione dei valori, il senso di appartenenza e di autonomia, la capacità d’imporre dei limiti e di dare giusti stimoli per la crescita.

Tali funzioni essenziali, per la genitorialità, possono essere attuate e svolte sia da entrambi i genitori contemporaneamente sia da un solo genitore alla volta indipendentemente dall’orientamento sessuale e dal genere.

Come essere genitori migliori?

Sono molto convinta, essendo anche genitore, che sia un mestiere difficile e, spesso, estenuante. Nessuno può sentirsi un genitore eccellente, in quanto come esseri umani costituiti da fragilità sbagliamo costantemente.

Ma ecco tre consigli per migliorare la propria genitorialità e quindi essere genitori migliori:

  1. L’importanza delle regole.
    Grazie alle regole, il genitore traccia dei confini soddisfacendo il bisogno del bambino di contenimento.
    Le regole devono essere semplici, chiare e ragionevoli, in modo tale da non opprimere il bambino considerandolo un incapace o che è insignificante o poco amato;
  2. Offri loro occasioni di successo.
    Valorizza il bambino offrendogli occasioni di successo, ovvero creando situazioni favorevoli. Ogni obiettivo deve essere coerente con l’età in modo da essere raggiungibile.
  3. Come mamma, o come padre, o più in generale come educatore, prendi del tempo per te stesso/a.
    Organizza, almeno per un’ora al giorno un “momento off” in cui entri in pieno contatto con te stesso/a.
    Inoltre, coltiva le tue passioni e i tuoi hobbies anche se con maggiore difficoltà.

 

Il consiglio principale è quello di chiedere aiuto ogni volta in cui ti senti frustrato/a e non riesci a vedere altre soluzioni.

Nel caso in cui siano situazioni complicate in atto come una separazione, è utile mettere il bambino al corrente di tali situazioni: farà di te un genitore migliore.

Inoltre La psicoterapia cognitivo-comportamentale può aiutare i genitori ad affrontare le difficoltà che stanno incontrando, lavorando su pensieri, emozioni e comportamenti disfunzionali riducendo così l’insorgenza, per quanto possibile, di problemi emotivi.

 

Dr.ssa Maria Emanuela Cimmino