Corso Control Master Theory

Corso Control Master Theory

Il corso si propone di presentare i principi fondamentali della Control-Mastery Theory (CMT), le sue applicazioni in ambito clinico e le evidenze scientifiche che ne dimostrano l’efficacia.

Verrà posta particolare attenzione al concetto di senso di sicurezza, alle capacità di controllo inconscio e di funzionamento mentale avanzato, alla motivazione nel superare traumi e difficoltà, e alla formazione di schemi e credenze patogene. Saranno anche approfondite le motivazioni prosociali e i sensi di colpa nelle relazioni interpersonali, insieme ai test coscienti e inconsci.

Un altro tema centrale sarà il concetto di piano inconscio, con indicazioni pratiche per una corretta formulazione, e si discuteranno le dinamiche delle comunicazioni pro-plan e anti-plan. Saranno inoltre affrontati l’interpretazione di sogni e fantasie, con un’attenzione specifica alle fantasie sessuali, secondo la prospettiva della CMT. Infine, si esamineranno le applicazioni della CMT nella psicoterapia di pazienti con gravi disturbi di personalità.

Il Docente Prof Francesco Gazzillo

Francesco Gazzillo

Prof. Francesco Gazzillo

Prof. Assocciato di Psicologia Dinamica, Dipartimento di Psicologia Dinamica, Clinica e Salute, “Sapienza” Università di Roma. Psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico, fondatore e presidente del Control-Mastery Theory Italian Group e socio del San Francisco Psychotherapy Research Group, dell’Associazione Italiana di Psicologia (AIP), e delle Divisions 29 e 39 dell’American Psychological Association.

Il corso si terrà Sabato 26 Ottobre 2024 e si svolgerà con il seguente orario:

          • 10.00 – 14.00
          • 14.00 -15.00 pausa pranzo
          • 15.00 – 17.00

Argomenti trattati:

          • Il senso di sicurezza
          • Adattamento e senso di padronanza
          • Il funzionamento superiore inconscio
          • La centralità di attaccamento e motivazioni pro-sociali
          • Credenze e credenze patogene
          • I test
          • Il piano del paziente
          • La formulazione del piano
          • Il ruolo degli atteggiamenti
          • Le comunicazioni pro-plan

sono previste pausa caffè nel corso della giornata.

Destinatari

Medici e psicologi, anche in formazione

Sede

In presenza: Piazzale Vincenzo Tecchio 45 Napoli.

Online: su piattaforma Zoom

 

Costi

Il corso è gratuito

Modalità di partecipazione

Per la partecipazione è necessario effettuare l’iscrizione tramite il modulo sottostante. Per qualsiasi informazioni: info@psicoterapiaflegrea.it

Il link per la partecipazione online sarà inoltrato qualche giorno prima dell’evento.

 

MODULO DI ISCRIZIONE

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Età Evolutiva

Età Evolutiva

L’età evolutiva è un periodo cruciale nella vita di un individuo, caratterizzato da rapidi cambiamenti fisici, emotivi e cognitivi. Tuttavia, possono emergere dei disturbi che influenzano negativamente questo processo di sviluppo. In questo articolo esploreremo cosa sia l’età evolutiva, cosa sono i disturbi dell’età evolutiva, i loro sintomi, le cause, i diversi tipi di disturbi e come affrontarli, mantenendo uno stile informale e accessibile.

Cos’è l’età evolutiva?

L’età evolutiva comprende il periodo della vita che va dall’infanzia all’adolescenza. È un momento di crescita intensa e di sviluppo in cui i bambini e gli adolescenti acquisiscono competenze fondamentali che influenzeranno il loro benessere futuro. Durante l’età evolutiva, si verificano cambiamenti significativi in diverse aree:

  • Sviluppo fisico: Crescita corporea, sviluppo motorio e cambiamenti puberali.
  • Sviluppo cognitivo: Acquisizione di capacità di pensiero, problem-solving, e sviluppo del linguaggio.
  • Sviluppo emotivo e sociale: Formazione dell’identità, regolazione delle emozioni, sviluppo di relazioni sociali e capacità di interazione.

Cos’è un disturbo dell’età evolutiva?

Un disturbo dell’età evolutiva è una condizione che interferisce con il normale sviluppo fisico, cognitivo, emotivo o sociale di un bambino o adolescente. Questi disturbi possono manifestarsi in modi diversi e influenzare vari aspetti della vita quotidiana, rendendo difficile per il bambino o l’adolescente raggiungere le tappe di sviluppo attese.

I sintomi di un disturbo dell’età evolutiva

I sintomi di un disturbo dell’età evolutiva possono variare ampiamente a seconda del tipo specifico di disturbo e dell’età del bambino. Ecco alcuni sintomi comuni:

  1. Problemi di attenzione e concentrazione: Difficoltà a rimanere concentrati su compiti, distrazione facile, incapacità di completare attività.
  2. Difficoltà di apprendimento: Problemi nel leggere, scrivere, fare calcoli matematici o altre attività scolastiche.
  3. Comportamenti impulsivi: Agire senza pensare, difficoltà a controllare le emozioni e i comportamenti.
  4. Problemi emotivi: Ansia, depressione, irritabilità, cambiamenti d’umore.
  5. Problemi sociali: Difficoltà a fare amicizie, problemi nelle interazioni sociali, isolamento.
  6. Sviluppo motorio ritardato: Difficoltà nel coordinare movimenti, goffaggine.
  7. Problemi di comunicazione: Difficoltà a esprimersi verbalmente, ritardi nel linguaggio.

Le cause dei disturbi dell’età evolutiva

Le cause dei disturbi dell’età evolutiva possono essere complesse e spesso derivano da una combinazione di fattori genetici, biologici, ambientali e psicologici:

  1. Fattori genetici: Alcuni disturbi possono avere una componente ereditaria.
  2. Complicazioni durante la gravidanza o il parto: Problemi prenatali o perinatali possono influenzare lo sviluppo.
  3. Esperienze infantili: Traumi, abusi, negligenza o esposizione a stress significativi possono contribuire a sviluppare disturbi.
  4. Ambiente familiare: Un ambiente familiare instabile, con conflitti o mancanza di supporto, può influenzare negativamente lo sviluppo.
  5. Fattori neurobiologici: Anomalie nel funzionamento del cervello o squilibri neurochimici possono essere coinvolti.

Tipi di disturbi dell’età evolutiva

Esistono diversi tipi di disturbi dell’età evolutiva, ciascuno con le proprie caratteristiche distintive:

  1. Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD): Caratterizzato da inattenzione, iperattività e impulsività.
  2. Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA): Comprendono dislessia (difficoltà nella lettura), disgrafia (difficoltà nella scrittura) e discalculia (difficoltà nel calcolo matematico).
  3. Disturbi dello Spettro Autistico (ASD): Caratterizzati da difficoltà nella comunicazione e nelle interazioni sociali, comportamenti ripetitivi e interessi ristretti.
  4. Disturbi d’Ansia: Ansia eccessiva e persistente che interferisce con le attività quotidiane.
  5. Disturbi dell’Umore: Depressione e disturbi bipolari che influenzano l’umore e il comportamento.
  6. Disturbi del Comportamento: Comportamenti oppositivi, provocatori o aggressivi che violano le norme sociali.

Come affrontare i disturbi dell’età evolutiva?

Affrontare i disturbi dell’età evolutiva richiede un approccio integrato e personalizzato che coinvolge genitori, insegnanti e professionisti della salute mentale:

  1. Valutazione professionale: Una diagnosi accurata da parte di psicologi, psichiatri o altri professionisti della salute mentale è fondamentale per identificare il disturbo specifico e pianificare un intervento adeguato.
  2. Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC): La TCC è efficace per molti disturbi dell’età evolutiva, aiutando i bambini a sviluppare abilità di coping e modificare comportamenti disfunzionali.
  3. Supporto educativo: Programmi educativi personalizzati e strategie di apprendimento adattate possono aiutare i bambini con difficoltà scolastiche.
  4. Intervento precoce: Identificare e affrontare i disturbi il più presto possibile può migliorare significativamente l’outcome a lungo termine.
  5. Supporto familiare: Coinvolgere i genitori nel processo terapeutico e fornire loro strumenti per supportare il loro bambino.
  6. Terapie complementari: Logopedia, terapia occupazionale e altre terapie specifiche possono essere utili a seconda del disturbo.
  7. Ambiente positivo: Creare un ambiente familiare stabile e di supporto, con routine prevedibili e comunicazione aperta.

Conclusione

I disturbi dell’età evolutiva possono avere un impatto significativo sulla vita di un bambino o adolescente, ma con il giusto supporto e intervento, è possibile superare molte di queste difficoltà. Riconoscere i sintomi e comprendere le cause dei disturbi dell’età evolutiva è il primo passo verso una diagnosi e un trattamento efficaci. Se tu o qualcuno che conosci sospetta la presenza di un disturbo dell’età evolutiva, non esitare a cercare aiuto. La terapia cognitivo comportamentale, insieme ad altre risorse terapeutiche, può fornire gli strumenti necessari per affrontare queste sfide e promuovere uno sviluppo sano e soddisfacente.

La terapia Sistemico Relazionale

La terapia Sistemico Relazionale

Cos’è la Psicoterapia Sistemico Relazionale?

La psicoterapia sistemico relazionale è un approccio terapeutico che si concentra sulle dinamiche delle relazioni interpersonali e sui sistemi di interazione che si formano all’interno di famiglie e gruppi sociali. Questo metodo vede l’individuo non come un’entità isolata, ma come parte di un sistema più ampio, dove ogni comportamento è influenzato e influenza a sua volta le dinamiche relazionali.

Come Funziona?

Il lavoro terapeutico sistemico relazionale si basa sull’analisi delle interazioni tra i membri di un sistema, come una famiglia o una coppia. I terapeuti utilizzano diverse tecniche per esplorare i modelli di comunicazione e comportamento che possono essere alla base di conflitti o problemi psicologici. L’obiettivo è aiutare i pazienti a comprendere e modificare queste dinamiche, favorendo così un miglioramento delle relazioni e del benessere individuale.

Durante le sedute, il terapeuta può coinvolgere vari membri del sistema per osservare direttamente le interazioni e facilitare il dialogo. Attraverso interventi mirati, si lavora per creare nuove modalità di comunicazione e collaborazione, che possano sostituire i vecchi schemi disfunzionali.

Quando è Indicata?

La psicoterapia sistemico relazionale è indicata in una varietà di situazioni, tra cui:

  • Conflitti familiari o di coppia
  • Problemi di comunicazione
  • Difficoltà relazionali
  • Disturbi comportamentali nei bambini e negli adolescenti
  • Problemi legati a cambiamenti significativi nella vita (ad esempio, separazioni, lutti, traslochi)
  • Stress e ansia legati a dinamiche relazionali

Quali Sono le Differenze con gli Altri Approcci?

A differenza di altri approcci terapeutici, come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) o la psicoanalisi, la psicoterapia sistemico relazionale non si focalizza esclusivamente sull’individuo o sui suoi processi mentali interni. Invece, considera l’individuo nel contesto delle sue relazioni e si concentra sulle dinamiche interattive che possono contribuire ai problemi psicologici.

Mentre la CBT tende a focalizzarsi sui pensieri e comportamenti individuali, cercando di modificarli attraverso tecniche specifiche, la psicoterapia sistemico relazionale esplora come le relazioni e le comunicazioni influiscono sui comportamenti e sugli stati emotivi. La psicoanalisi, d’altra parte, tende a scavare nel passato dell’individuo per trovare le cause profonde dei suoi problemi attuali, mentre l’approccio sistemico relazionale si concentra più sul qui e ora delle interazioni e su come possono essere migliorate.

Conclusione

La psicoterapia sistemico relazionale offre un’opportunità unica per esplorare e migliorare le dinamiche delle relazioni interpersonali. È un approccio integrato che valorizza il contesto sociale e relazionale in cui viviamo, aiutando le persone a costruire relazioni più sane e soddisfacenti. Grazie alla sua attenzione alle interazioni e ai sistemi, questo metodo può essere particolarmente efficace per affrontare una vasta gamma di problemi psicologici e relazionali.

Trauma

Trauma

Il trauma è un’esperienza profonda e spesso debilitante che può avere un impatto duraturo sulla vita di una persona. In questo articolo esploreremo cos’è il trauma, i suoi sintomi, le cause, i diversi tipi di traumi e come curarli, mantenendo uno stile informale e accessibile.

Che cos’è il trauma?

Il trauma è una risposta emotiva a un evento sconvolgente o disturbante che supera la capacità di una persona di farvi fronte. Può derivare da un’esperienza singola, come un incidente grave, o da esperienze ripetute e prolungate, come l’abuso o la violenza domestica. Il trauma non è solo l’evento in sé, ma piuttosto la risposta emotiva e psicologica che ne deriva, lasciando una persona con sentimenti di impotenza, paura e vulnerabilità.

Quali sono i sintomi del trauma?

I sintomi del trauma possono variare notevolmente tra gli individui, ma ci sono alcuni segnali comuni da tenere d’occhio:

  1. Sintomi emotivi: Ansia, depressione, paura intensa, tristezza, rabbia, irritabilità, senso di colpa o vergogna.
  2. Sintomi fisici: Insonnia, stanchezza cronica, tensione muscolare, mal di testa, problemi gastrointestinali.
  3. Sintomi comportamentali: Evitamento di situazioni o luoghi che ricordano l’evento traumatico, difficoltà a concentrarsi, comportamenti autodistruttivi, isolamento sociale.
  4. Sintomi cognitivi: Flashback, incubi, pensieri intrusivi, difficoltà di memoria, senso di distacco dalla realtà.

Quali sono le cause del trauma?

Il trauma può essere causato da una vasta gamma di eventi o situazioni:

  1. Eventi violenti: Abusi fisici, sessuali o emotivi, aggressioni, guerre, atti terroristici.
  2. Incidenti: Incidenti automobilistici, cadute, incendi, disastri naturali.
  3. Perdita significativa: Morte di una persona cara, perdita di una casa o di un lavoro.
  4. Esperienze infantili: Trascuratezza, abbandono, bullismo, testimoni di violenza domestica.

Quanti tipi di trauma ci sono?

Esistono diversi tipi di trauma, ciascuno con caratteristiche e implicazioni specifiche:

  1. Trauma acuto: Deriva da un singolo evento traumatico, come un incidente d’auto o un’aggressione.
  2. Trauma cronico: Risulta da esperienze ripetute e prolungate di eventi traumatici, come l’abuso domestico o il bullismo.
  3. Trauma complesso: Involge esposizione a molteplici eventi traumatici, spesso di natura interpersonale, come l’abuso infantile.
  4. Trauma secondario o vicario: Si verifica quando una persona sviluppa sintomi traumatici come risultato dell’esposizione alle storie traumatiche di altre persone, comune tra i professionisti della salute mentale e i soccorritori.
  5. Disturbo da stress post-traumatico (PTSD): Una condizione psicologica grave che può svilupparsi dopo l’esposizione a un evento traumatico, caratterizzata da sintomi come flashback, evitamento e ipervigilanza.

Come curare il trauma?

Affrontare e curare il trauma richiede un approccio comprensivo e personalizzato. Ecco alcune delle opzioni più efficaci:

  1. Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC): La TCC è efficace nel trattamento del trauma, aiutando a modificare i pensieri e i comportamenti negativi. Tecniche come la terapia dell’esposizione possono essere utilizzate per affrontare i ricordi traumatici in un ambiente sicuro.
  2. EMDR (Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari): Una terapia specifica per il trattamento del trauma che utilizza movimenti oculari per aiutare a elaborare e integrare i ricordi traumatici.
  3. Terapia di gruppo: Partecipare a gruppi di supporto può fornire un senso di comunità e condivisione con altri che hanno vissuto esperienze simili.
  4. Terapia familiare: Coinvolgere la famiglia nel processo terapeutico può aiutare a creare un ambiente di supporto e comprensione.
  5. Mindfulness e tecniche di rilassamento: Pratiche come la meditazione, la respirazione profonda e il rilassamento muscolare progressivo possono aiutare a gestire l’ansia e lo stress legati al trauma.
  6. Supporto farmacologico: In alcuni casi, farmaci ansiolitici o antidepressivi possono essere prescritti per aiutare a gestire i sintomi del trauma.

Conclusione

Il trauma è un’esperienza complessa e spesso dolorosa che può avere un impatto duraturo sulla vita di una persona. Riconoscere i sintomi e comprendere le cause del trauma è il primo passo verso la guarigione. Con il giusto supporto terapeutico e gli strumenti adeguati, è possibile superare il trauma e ritrovare un senso di sicurezza e benessere. Se tu o qualcuno che conosci sta lottando con gli effetti del trauma, non esitare a cercare aiuto. La terapia cognitivo comportamentale, insieme ad altre risorse terapeutiche, può fornire gli strumenti necessari per affrontare queste sfide e promuovere la guarigione.

Disturbi di Personalità

Disturbi di Personalità

I disturbi di personalità rappresentano un gruppo complesso e variegato di condizioni psicologiche che possono influenzare profondamente il modo in cui una persona pensa, sente e si comporta. In questo articolo esploreremo cosa sono i disturbi di personalità, i loro sintomi, le cause, i diversi tipi e come affrontarli, mantenendo uno stile informale e accessibile.

Cos’è un disturbo di personalità?

Un disturbo di personalità è una modalità duratura di pensiero, comportamento e percezione che deviano significativamente dalle aspettative della cultura di appartenenza. Questi modelli sono pervasivi e inflessibili, iniziano nella tarda adolescenza o nella prima età adulta e portano a difficoltà significative in vari contesti della vita, tra cui le relazioni personali, il lavoro e la vita sociale. Le persone con un disturbo di personalità spesso non riconoscono che il loro modo di pensare e agire sia problematico, il che può rendere difficile per loro cercare aiuto.

I sintomi di un disturbo di personalità

I sintomi di un disturbo di personalità possono variare notevolmente a seconda del tipo specifico, ma ci sono alcuni segni comuni che possono indicare la presenza di un disturbo di personalità:

  1. Difficoltà nelle relazioni interpersonali: Problemi nel mantenere relazioni sane e stabili, con frequenti conflitti o isolamenti.
  2. Modelli di pensiero rigidi e inflessibili: Visioni del mondo e di se stessi che non cambiano in risposta a nuove informazioni o esperienze.
  3. Problemi di identità: Senso di sé instabile, mancanza di obiettivi chiari o di un’immagine coerente di sé.
  4. Comportamenti impulsivi: Azioni avventate senza considerare le conseguenze, che possono includere spese impulsive, abuso di sostanze o comportamenti sessuali a rischio.
  5. Regolazione emotiva difficile: Forti sbalzi d’umore, emozioni intense e difficoltà a gestire lo stress.
  6. Percezioni distorte: Modi di vedere sé stessi e gli altri che possono essere estremi e irrealistici.

Le cause dei disturbi di personalità

Le cause dei disturbi di personalità sono complesse e spesso comprendono una combinazione di fattori genetici, ambientali e psicologici:

  1. Fattori genetici: Una predisposizione ereditaria può aumentare il rischio di sviluppare un disturbo di personalità.
  2. Esperienze infantili: Traumi, abusi, negligenza o altre esperienze traumatiche durante l’infanzia possono contribuire allo sviluppo di disturbi di personalità.
  3. Ambiente familiare: Dinamiche familiari disfunzionali, mancanza di supporto emotivo o modelli di comportamento problematici possono influenzare lo sviluppo della personalità.
  4. Fattori neurobiologici: Anomalie nella struttura o nella funzione del cervello possono essere associate a disturbi di personalità.

Tipi di disturbi di personalità

I disturbi di personalità sono suddivisi in tre gruppi principali (Cluster A, B e C) basati su caratteristiche simili:

  1. Cluster A (strano o eccentrico):
    • Disturbo paranoide di personalità: Sospettosità e sfiducia pervasiva verso gli altri.
    • Disturbo schizoide di personalità: Distacco dalle relazioni sociali e una gamma ristretta di espressioni emotive.
    • Disturbo schizotipico di personalità: Disagio acuto nelle relazioni strette, pensieri e comportamenti eccentrici.
  2. Cluster B (drammatico, emotivo o imprevedibile):
    • Disturbo antisociale di personalità: Disregolazione per i diritti degli altri, comportamenti impulsivi e manipolativi.
    • Disturbo borderline di personalità: Instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’immagine di sé e nelle emozioni, con comportamenti impulsivi.
    • Disturbo istrionico di personalità: Comportamento eccessivamente emotivo e ricerca di attenzione.
    • Disturbo narcisistico di personalità: Sentimenti di grandiosità, bisogno di ammirazione e mancanza di empatia.
  3. Cluster C (ansioso o timoroso):
    • Disturbo evitante di personalità: Timore di critiche, rifiuto o umiliazione, che porta all’evitamento delle interazioni sociali.
    • Disturbo dipendente di personalità: Necessità eccessiva di essere accuditi e paura della separazione.
    • Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: Preoccupazione per l’ordine, il perfezionismo e il controllo.

Come affrontare i disturbi di personalità?

Affrontare i disturbi di personalità richiede un approccio integrato e personalizzato, spesso con l’aiuto di professionisti della salute mentale:

  1. Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC): La TCC è efficace nel trattamento di molti disturbi di personalità, aiutando a modificare i pensieri e i comportamenti disfunzionali.
  2. Terapia Dialettico Comportamentale (DBT): Particolarmente utile per il disturbo borderline di personalità, la DBT aiuta a gestire le emozioni intense e a migliorare le abilità interpersonali.
  3. Terapia focalizzata sullo schema: Combina elementi della TCC con altre tecniche per affrontare modelli di pensiero profondamente radicati e schemi di comportamento disfunzionali.
  4. Terapia farmacologica: In alcuni casi, i farmaci possono aiutare a gestire sintomi specifici come ansia, depressione o impulsività.
  5. Supporto psicosociale: Gruppi di supporto e interventi psicosociali possono fornire sostegno emotivo e pratico.
  6. Educazione e consapevolezza: Comprendere la natura del disturbo di personalità e imparare strategie di coping può migliorare significativamente la qualità della vita.

Conclusione

I disturbi di personalità possono avere un impatto significativo sulla vita di una persona, ma con il giusto supporto e trattamento, è possibile gestire e migliorare questi sintomi. Riconoscere i segni e comprendere le cause dei disturbi di personalità è il primo passo verso il recupero. Se tu o qualcuno che conosci sta lottando con un disturbo di personalità, non esitare a cercare aiuto. La terapia cognitivo comportamentale, insieme ad altre risorse terapeutiche, può fornire gli strumenti necessari per affrontare queste sfide e promuovere il benessere psicologico.