Cos’è la demenza e l’Alzheimer
La demenza, incluso l’Alzheimer, non è una malattia specifica, ma un termine generale che descrive una vasta gamma di sintomi. Questi sintomi, associati al declino della memoria e delle capacità cognitive, rendono la comunicazione con persone affette da Alzheimer una sfida significativa. L’Approccio Capacitante offre tecniche efficaci per migliorare l’interazione con persone con demenza.
La demenza di Alzheimer è la forma più comune di demenza e rappresenta il 60-80 per cento dei casi. Inizia con disturbi della memoria e dell’attenzione, evolve con disturbi che investono oltre alla sfera emotiva anche quella comportamentale, fino alla fase avanzata in cui il paziente diventa incapace di compiere atti di vita quotidiana (lavarsi, mangiare, vestirsi).
L’Approccio Capacitante di Pietro Vigorelli
La malattia di Alzheimer ruba la memoria e toglie la parola. Nel corso della malattia la competenza conversazionale dei pazienti tende ad eclissarsi fino a spegnersi definitivamente. Se si riesce, invece, a tener viva questa competenza, il paziente non sprofonda in quello stato di isolamento che caratterizza le ultime fasi della malattia.
L’Approccio Capacitante, sviluppato da Pietro Vigorelli, è un metodo innovativo per la comunicazione Alzheimer. Questo approccio dimostra come sia possibile mantenere viva la competenza a parlare delle persone con demenza, anche quando le parole hanno una scarsa utilità comunicativa tradizionale. La persona che parla, se noi siamo disposti ad ascoltarla, non si isola, si sente ancora una persona capace e dignitosa e talvolta riesce a produrre parole che trasmettono un significato comprensibile.
Come comunicare con persone affette da Alzheimer o demenza
L’Approccio Capacitante ha individuato tecniche efficaci per comunicare con persone affette da Alzheimer e mantenere vivo l’uso della parola, anche in presenza di disturbi del linguaggio. Queste tecniche aiutano a migliorare l’interazione con persone con demenza nella vita quotidiana. Alcuni esempi di interventi capacitanti per parlare con malati di Alzheimer sono:
- Non fare domande, in quanto più la demenza è grave tanto più la persona non è in grado di fornire risposte.
- Non correggere, perché la persona con demenza, disorientata e smemorata, può chiudersi al dialogo.
- Ascoltare, è il primo obiettivo se si vuole favorire l’espressione verbale.
- Non interrompere, rischiando di far rinunciare la persona a parlare e ad esprimersi.
- Rispettare la lentezza, le pause, il silenzio, anche quando l’interlocutore vorrebbe prendere la parola.
- Non completare le frasi lasciate in sospeso.
- Riconoscere l’intenzione a comunicare, anche quando la comprensione è impossibile.
- Rispondere con empatia, mettendosi nei panni dell’altro e comprendendo le sue emozioni.
Obiettivi dell’Approccio Capacitante
Applicando queste tecniche di comunicazione Alzheimer, si possono raggiungere i seguenti obiettivi nell’interagire con persone con demenza:
- La persona può parlare così come può e si sente ascoltata
- Si sente riconosciuta come persona, come interlocutore valido
- Si può realizzare una convivenza sufficientemente felice tra i parlanti nel qui ed ora della conversazione
Testimonianza di una persona con Alzheimer: Cary Smith Henderson
Dopo aver esplorato l’Approccio Capacitante e le sue tecniche per comunicare con persone affette da Alzheimer, è importante considerare anche il punto di vista di chi vive con la demenza. La testimonianza di Cary Smith Henderson offre una prospettiva unica su come le persone con Alzheimer percepiscono la comunicazione e l’interazione con gli altri.
Cary Smith Henderson, professore universitario, riceve la diagnosi di Alzheimer a 55 anni. A 68 anni, ormai muto e in una casa di riposo, la moglie e la figlia realizzano un libro che rappresenta la prima testimonianza diretta sulla malattia. Ecco la sua testimonianza sul “parlare con malati di Alzheimer“:
“Un’altra cosa che mi fa impazzire della mia malattia è che nessuno più vuole veramente parlare con noi. Non riesco proprio a conversare bene e questo è molto limitante. Non riesco a pensare a una cosa da dire prima che qualcun altro l’abbia già detta, anticipando quello che dovevo dire io. Le parole si confondono facilmente tra loro e quando non trovo una parola provo un senso di frustrazione.”
“Vorrei che i malati come me non continuassero a starsene sempre in disparte, ma dicessero, accidenti, anche noi siamo persone. E vogliamo che ci rivolgano la parola e ci rispettino come esseri umani.”
L’Approccio Capacitante offre una metodologia preziosa per migliorare la comunicazione con persone affette da Alzheimer e demenza. Questo approccio non solo aiuta a mantenere viva la capacità di comunicare del paziente, ma contribuisce anche a preservare la sua dignità e il senso di sé.
L’applicazione di queste tecniche può essere particolarmente utile per:
- Familiari e caregiver di persone con Alzheimer o altre forme di demenza
- Operatori sanitari in case di riposo e strutture di assistenza
- Medici e infermieri che lavorano con pazienti anziani
- Terapisti occupazionali e logopedisti
- Volontari che lavorano con anziani
- Chiunque desideri migliorare la propria capacità di interagire con persone affette da demenza
Imparare e applicare l’Approccio Capacitante può fare una differenza significativa nella vita di chi convive con la demenza e di chi se ne prende cura.
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Bibliografia
Lai G., “Malattia di Alzheimer e conversazionalismo”, Terapia familiare, 2000; 63: 43-59
Lai G., “Conversazione senza comunicazione”, Tecniche conversazionali, 2000, 23: 52-65
Vigorelli P. “Alzheimer. Come parlare e comunicare nella vita quotidiana nonostante la malattia”, 2018
Vigorelli P., “L’approccio capacitante. Come prendersi cura degli anziani fragili e delle persone malate di Alzheimer”, 2016
Sitografia
www.formalzheimer.it
