Fare più vacanze ti fa lavorare bene… parola di psicologo!

L’attesa delle vacanze: un rilassante countdown

Arriva un punto dell’anno, precisamente il mese di luglio, dove in ciascun individuo parte un countdown consapevole o meno alle ferie… sogniamo a occhi aperti quel posto da visitare, quella montagna da scalare o quanto blu sarà quel mare. In ferie migliora l’umore e con un minor rilascio di cortisolo, l’ormone prodotto dal surrene su impulso del cervello, che nei momenti di maggior tensione determina l’aumento di glicemia e grassi nel sangue, si riduce anche lo stress.

Trovare il tempo per rilassarsi e staccare dallo stress quotidiano è fondamentale, soprattutto per il nostro cervello che consuma grandi quantità d’energia; il nostro cervello, infatti, va in modalità risparmio energetico quando alcune aree non servono, “inibendole”.

Il funzionamento delle reti neurali durante il riposo

Default Mode Network (DMN) è una rete neurale distribuita in diverse regioni corticali e sottocorticali, che viene generalmente attivata durante le ore di riposo e di attività “passive”. Quando dobbiamo svolgere compiti che richiedono invece una soglia attentiva maggiore (attenzione focalizzata) si attiva l’Executive Attention Network (EAN). Entrambe le reti sono importanti ai fini della sopravvivenza e della riproduzione della specie; in particolare la DMN ci permette di risolvere i problemi più complessi attraverso l’insight, quando, improvvisamente, trovi la soluzione a un problema. Nella maggior parte della nostra giornata, viene attivata e, di conseguenza, saturata la rete EAN.

Le vacanze come balsamo per lo stress

Pertanto, le vacanze ci permettono di staccare e lasciare che una parte del nostro cervello divaghi, attivando e stimolando la rete DMN che, operando con meno stresso, prende decisioni migliori. Lo stress, inoltre, aumenta i livelli ansiogeno-depressivi. Infatti, durante i periodi di riposo, il corpo produce endorfine, neurotrasmettitori che, una volta rilasciati, contrastano stress e dolori. Anche soltanto pensare alla partenza, aiuta a vivere la vacanza come un premio, allevia lo stress e ci fa vivere meglio la routine, godendo già dell’attesa. I tedeschi definiscono questa sensazione con un unico termine: Vorfreude, “gioia dell’attesa”. Attendere un piacere, alimenta la produzione di dopamina, il neurotrasmettitore dell’appagamento, innescando così il circuito della ricompensa.

Quindi fate un piacere al vostro cervello e … andate in vacanza!