Cos’è?

Si definisce “Selettivo”, in quanto è una forma iperselettiva nella comunicazione. Infatti, il bambino in questo stato parla soltanto in un ambiente ristretto (come quello familiare), nonostante il regolare sviluppo del linguaggio.

Come si manifesta?

La comunicazione interpersonale è contraddistinta dalle seguenti caratteristiche:

  • Nessuna verbalizzazione né se richiesta né spontaneamente, in diversi ambienti.
  • Interferenza con i risultati scolastici, lavorativi o con la comunicazione sociale.
  • Almeno un mese (escluso il primo mese di scuola).
  • L’incapacità nel parlare non è collegabile né dal fatto che non si conosce il modo di parlare di quella situazione né a patologie della comunicazione (come balbuzie) o altri disturbi psichici (come ritardo mentale).

 

Quali sono le cause?

Eziopatogeneticamente non è stata riscontrata alcuna correlazione diretta tra il mutismo selettivo e specifiche esperienze traumatiche.

Recenti studi mettono l’attenzione al temperamento del bambino e al suo comportamento, visto come un disturbo nella sfera dei disturbi d’ansia.

 

Come si riconosce?

Nella prima infanzia, tra 0 e 3 anni, vi troviamo le seguenti difficoltà:

  • Difficoltà di addormentamento e disturbi del sonno;
  • Difficoltà nell’alimentazione;
  • Disturbi di Evitamento;
  • Irrequieto;
  • Ansia di separazione;
  • Eccessiva timidezza;
  • Episodi di enuresi (rilascio involontario di urina nei vestiti o a letto) e di encopresi (rilascio involontario di feci nei vestiti).
  • I bambini con mutismo selettivo spesso inibiscono la verbalizzazione a scuola e con gli adulti al di fuori dell’ambiente familiare e non comunicano neanche con i coetanei o solo con chi scelgono.

 

In generale, il Mutismo Selettivo tende a sovrapporsi alla diagnosi di fobia sociale, a causa dei segnali legati al ritiro sociale e interpersonale.

Ma vi sono segnali specifici del MS che lo differenziano da altri disturbi d’ansia (come i comportamenti di controllo ed oppositività in ambito familiare ed un’ipersensibilità al giudizio). Infine, alcuni di loro, anche se non verbalizzando, prediligono forme comunicative alternative quali la mimica, il disegno o la scrittura.