Quanto spesso ci capita di sentire sbalzi d’umore? Un momento siamo tristi ed arrabbiati e il momento dopo siamo felici e pieni di energia. Talvolta ci sentiamo come se stessimo camminando su e giù per una collina. Proviamo ad estremizzare questa condizione. Gli sbalzi d’umore non sono più come passeggiate, ma diventano come correre sulle montagne russe. Ci sono tre grandi differenze tra la collina e le montagne russe:

  • Sulla collina camminiamo, sulle montagne russe si corre. Questo significa che per chi soffre di disturbo bipolare, il cambiamento d’umore è esplosivo. Chi ne soffre si ritrova all’interno di un umore alto o basso in modo violento.
  • La collina non è molto più alta della pianura, invece le montagne sono altissime e ripide. Quindi l’umore, che sia triste o che sia euforico, arriva a curve up o down troppo ripide.
  • Stando sulla collina, si ha la capacità di fermarsi per un momento quando si vuole. Quindi anche se siamo tristi riusciamo in qualche modo a distrarci e riprenderci un po’ da ciò che ci ha intristito. Sulle montagne russe, la persona non riesce a condurre ma è la giostra che decide come correre, quando e se frenare, quando fermarsi. Non c’è il controllo. Lo stesso capita ad una persona che soffre di questo disturbo.

Tutto questo però non ci dice cosa accade all’interno della persona. Proviamo ad immaginare. Quando la persona è giù tutto è brutto, tutto non ha senso. Non ha voglia di alzarsi dal letto, non ha voglia di parlare con gli altri, magari non si lava nemmeno perché non ha senso lavarsi oppure perché non trova la forza. Tutto ciò che la circonda non dà gioia, niente da un senso alla sua vita. Si può sentire inutile, si sente di troppo in questo mondo. Si sente pesante, magari percepisce un peso allo stomaco e può piangere sperando di riuscire a buttare fuori quel peso. Dorme tanto, dorme tutto il giorno, o almeno vorrebbe, perché talvolta invece non riesce proprio a chiudere occhio anche se dormire allevierebbe di tutto il peso, perché in quel momento non è vigile. Gli occhi guardano in basso, anche loro pesano. E poi attendiamo che la vita passi.

Un giorno, però, tutta questa pesantezza svanisce, certe volte all’improvviso, altre invece sente che sta cambiando qualcosa, sente che si sta per iniziare a correre. Ed ecco che la vita prende velocità. Tutto è troppo lento, tutto è troppo noioso. Questa persona potrebbe iniziare a fare mille cose tutte insieme. I pensieri vanno, sono leggeri come piume e volano con il vento creato dal suo  movimento; volando i pensieri si perdono e se un momento prima aveva un pensiero, un momento dopo ne ha un altro. Corrono come tutto il resto. La stessa persona potrebbe avere fame, tanta fame; in alcuni momenti potrebbe mangiare così tanto che dimentica anche cosa ha mangiato. Tutto questo potrebbe portarlo a pensare che nessuno è come lei, gli altri gli danno fastidio la rallentano noi. La sensazione è come avere la capacità di conquistare il mondo. È arrivati a queste sensazioni, perchè non usare qualcosa che aiuti non solo a restare in questa condizione di euforia ed energia, ma magari di essere ancora più euforici? E quindi giù con alcol e droghe! Potrebbe restare sveglia tutta la notte perché non riesce a riposare, è troppo attiva, quindi per passare il tempo potrebbe mettersi a fare cose oppure se non riesce a farle, potrebbe iniziare a camminare per stancarsi un po’.

Poi un giorno, all’improvviso o un po’ alla volta, tutto finisce. La nostra persona è fuori dalle oscillazioni d’umore. Si dà uno sguardo a quello che la circonda, e adesso riesce a fermarsi e guardarsi allo specchio. Ora può vedere cosa è successo.

Di tutto quello che è successo la persona che soffre di disturbo bipolare non ha consapevolezza di quello che è successo e lo stato di quiete, che chi non soffre di questo disturbo giudica come umore adeguato, viene giudicato dalla persona come una condizione non “normale”. Questo accade perché questa persona ha avuto esperienza di una fase “up” in cui si sentiva in forze e non stare più in “up” potrebbe portare ad un abbassamento dell’umore. Questo momento è particolarmente delicato, perché se da un lato la persona potrebbe ritornare ad uno stato depressivo “down”, dall’altro lato potrebbe invece decidere di provare a tornare nella fase “up” e quindi usare sostanze o tornare a fare le cose che faceva mentre si sentiva euforica.

Questo oscillare da una fase all’altra ha però delle conseguenze. La fase “down” di depressione viene percepita peggio di chi soffre solo di depressione, questo perché la persona ha sperimentato il suo opposto. Inoltre, l’utilizzo di sostanze potrebbe portare alla dipendenza di sostanze o abuso di alcol. Infine, non essendoci consapevolezza di quello che accade, in casi gravi si può arrivare anche al suicidio sia in modo programmato, ad esempio durante un episodio di depressione maggiore, sia in modo accidentale, ad esempio durante la fase “up” sotto abuso di sostanze o in preda all’agitazione.

Senza contare la qualità di vita di chi soffre di disturbo bipolare, continuo salire e scendere, un continuo up and down, un continuo oscillare.

È però da tenere presente che anche se le oscillazioni d’umore sono tendenzialmente come descritte precedentemente, il disturbo bipolare non è unico, ne esistono di diverse tipologie e con diverse manifestazioni:

  • Non sempre si ha fase up e fase down l’una dopo l’altra, ma ad esempio, si possono anche evidenziare una sola fase up e tante down.
  • La durata di ogni fase è variabile, generalmente la fase down dura di più di quella up, e si può arrivare anche a un paio di mesi di fase down e qualche settimana up. Oppure, L’oscillazione si può manifestare nell’arco di uno/due giorni.
  • L’intensità delle emozioni può anche essere diversa di volta in volta, infatti qualche volta ci si può sentire molto più euforici, altre volte un po’ meno.
  • In fine, la frequenza è variabile; ad esempio si può avere fase up e down una volta l’anno, oppure arrivare anche a più di quattro in un solo anno.

Insomma, il disturbo bipolare è un disturbo complesso e non ci sono regole precise su come e quando la persona si troverà in una fase piuttosto che in un’altra. Per ogni persona la situazione è diversa, ma già riuscire a capire cosa sta accadendo e distinguere le fasi può far si che la persona sia in grado di chiedere aiuto per gestire il disturbo.