Codice _PRVT: il Lato Segreto degli Adolescenti su Instagram

by | Adolescenza

«Sul mio profilo normale non posso mettere certe cose, mi guardano tutti. Sul profilo privato o _prvt invece sì, lì sono io».

Così inizia il racconto di Luca (nome di fantasia), un ragazzo di 13 anni che incontro durante un percorso di terapia. I suoi occhi si abbassano quando pronuncia quella parola in codice “_prvt”, quasi fosse un segreto da custodire con attenzione. Ma dietro quella parola si nasconde molto più di un semplice profilo social parallelo: c’è la sua paura di non essere mai abbastanza.

Luca come molti altri ragazzi della sua età, ha un profilo Instagram ufficiale, quello che seguono i genitori, i compagni di classe, i parenti. È ordinato, “pulito”, fatto di poche foto sorridenti e frasi neutre. Niente che possa esporlo a commenti o giudizi. Poi però esiste il suo “profilo _prvt”, un account nascosto, magari con una foto profilo di quando erano bambini, seguito solo da pochissimi amici stretti, dove condivide quello che non si sente libero di mostrare altrove.

«Se voglio mettere una foto strana o scrivere un pensiero un po’ triste, lo faccio lì», racconta. «Sul profilo normale mi vergogno. Ho paura che ridano di me o che dicano che sono stupido».

Per Luca, il profilo privato, è un posto dove può provare a essere autentico, ma sempre con un filtro, quello di una cerchia ristretta. Non è ribellione, non è provocazione come invece molti genitori possono pensare vedendo un altro profilo a cui non possono accedere. È paura. La paura di non reggere il peso del giudizio degli altri.

La Paura di Non Essere Abbastanza: l’Ansia da Prestazione Digitale

Quello che emerge dal racconto di Luca è il cuore del problema: l’insicurezza. Ogni like diventa un voto, ogni silenzio una bocciatura. Gli adolescenti crescono in un contesto in cui la propria immagine non è mai solo personale, ma pubblica e misurabile. E così imparano presto a vivere la propria autenticità con sospetto: “Se mostro chi sono davvero, non basterà mai”.

Il profilo _prvt, allora, diventa una sorta di “palestra emotiva”. Prima di pubblicare una foto sul profilo ufficiale, Luca la prova:

«Chiedo ai miei amici se va bene, se non sembro strano. Solo se mi dicono che è ok, la metto di là».

Un meccanismo che assomiglia più a un esame che a un gioco. Non c’è leggerezza, ma ansia da prestazione. Non c’è condivisione libera, ma il timore costante di un giudizio che pesa come una sentenza.

La Trappola del Profilo Nascosto: Rinforzare l’Insicurezza

Il profilo _prvt, a prima vista, sembra una soluzione: uno spazio privato, lontano dagli occhi dei genitori e dai giudizi di massa. Ma in realtà non fa che rinforzare il circolo vizioso dell’insicurezza. Se la propria autenticità è tollerata solo in uno spazio nascosto, il messaggio interiore che passa è chiaro: “quello che sono davvero non è mai abbastanza per il mondo esterno”.

Così l’adolescente cresce credendo che ci sia sempre bisogno di una maschera: un profilo ufficiale, sorridente e approvato, e un profilo privato, autentico ma invisibile. Due facce della stessa persona, mai completamente integrate.

Il Ruolo degli Adulti: Decifrare il Codice, non Controllare

_PRVT è un codice, un linguaggio che racconta di paure, di desiderio di accettazione e di bisogno di protezione.

I ragazzi parlano con strumenti e parole nuove. Il compito degli adulti non è controllare o smascherare, ma ascoltare e decifrare. Perché se un figlio sente che l’adulto capisce il suo linguaggio, allora saprà che può raccontargli anche le sue paure. Al contrario, ignorare questo mondo significa lasciare i ragazzi soli nella loro fragilità.

La storia di Luca è la storia di tanti adolescenti di oggi. Il compito di noi adulti è quello di ridurre la distanza digitale trasformandola in relazione reale: far sentire a questi ragazzi che possono essere sé stessi senza dover nascondere la loro parte più vera e promuovere una sana crescita personale.

Se sei un genitore preoccupato o un adolescente che si sente schiacciato dal peso del giudizio, ricorda che chiedere aiuto è un segno di forza. Contattaci per un supporto specializzato.

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