La Didattica a Distanza può peggiorare i Disturbi Dell’Apprendimento?

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (D.S.A.) sono disturbi neurobiologici che influiscono sulla capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente. La dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia rientrano all’interno di questa categoria.

La Didattica a Distanza (D.A.D.) può peggiorare i Disturbi Dell’Apprendimento?

La D.A.D. sta rappresentando una grande sfida per tutti gli studenti e i docenti. Le difficoltà riscontrate e l’efficacia di tale modalità di didattica variano da studente a studente: infatti ci sono studenti che hanno mostrato maggiori problemi ad adattarsi; altri, tra cui gli studenti con D.S.A, sostengono di aver avuto meno problematiche poiché più familiari con l’utilizzo dei dispositivi elettronici.

Le difficoltà sperimentate non sempre riguardano direttamente la nuova modalità di didattica, ma fanno anche riferimento ad altri fattori che sono indispensabili nell’attuare una buona didattica a distanza (ad esempio, la possibilità di disporre di un PC o di una buona connessione internet, etc.).

Quindi, per concludere, in nessun modo la D.A.D. può influire su un disturbo di questo tipo, dal momento che, come detto in precedenza, si tratta di disturbi neurobiologici e quindi presenti fin dalle prime fasi evolutive, slegati dal tipo o dalla qualità di insegnamento che si riceve.

Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento?

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono innati, cioè presenti fin dalle fasi iniziali dello sviluppo e accompagnano il soggetto per l’intero ciclo di vita; sono specifici, cioè coinvolgono esclusivamente le abilità di lettura, scrittura e calcolo. E, inoltre, sono resistenti all’automatizzazione.

Per comprendere quest’ultimo concetto ripensiamo alla prima volta che abbiamo guidato la nostra automobile: eravamo così concentrati su tutti gli step da seguire da non riuscire a focalizzare l’attenzione anche su altro. Dopo un po’ di pratica e dopo aver acquisito maggiore sicurezza e disinvoltura, ci accorgiamo di un bellissimo tramonto. Ecco che l’automatizzazione dei diversi step di guida ci ha permesso di guidare e contemporaneamente di osservare un panorama, ascoltare un brano musicale, parlare con il passeggero, etc.

Ritornando ai Disturbi Dell’Apprendimento, nei bambini con D.S.A., i processi di lettura, scrittura e calcolo faticano ad automatizzarsi rendendo così, spesso, impegnativi compiti che per tanti altri bambini sono semplici e veloci.

Come riconoscere un bambino con un Disturbo Specifico dell’Apprendimento?

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento si manifestano in modo diverso in base all’età. Questo significa che la dislessia di Francesco (9 anni) avrà caratteristiche ben diverse da quella di Renato (20 anni). In linea generale, un bambino con dislessia può mostrare dei tempi di lettura più lunghi del previsto, commettere più errori dei coetanei o avere difficoltà a imparare le lingue straniere, mentre un bambino con disortografia può commettere molti errori ortografici o essere più lento nella scrittura. Un bambino con discalculia, invece, può avere difficoltà nel recupero delle tabelline o a leggere, scrivere e incolonnare correttamente i numeri.

Cosa si può fare quando si sospetta che un bambino abbia un Disturbo Specifico dell’Apprendimento?

Quando i genitori o gli insegnanti si rendono conto che il bambino manifesta difficoltà scolastiche è opportuno contattare un professionista specializzato in quest’ambito (psicologi, neuropsichiatri infantili e logopedisti). L’equipe procederà alla valutazione degli apprendimenti tramite l’utilizzo di test clinici specifici e all’identificazione della difficoltà e del percorso di trattamento più idoneo da seguire.

Altri Risvolti emotivi correlati

I bambini con D.S.A. rispetto ai loro compagni senza particolari difficoltà hanno un concetto di sé più negativo, mostrano un’autostima più bassa e provano più ansia. Non è corretto associare linearmente tali difficoltà emotivo-relazionali ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Allo stesso tempo però avere un D.S.A. potrebbe rappresentare una condizione di rischio per l’insorgere di tali disturbi emotivo-relazionali. Ancora troppo spesso, incontro famiglie e insegnanti che identificano questi ragazzi come “svogliati”, ma accettare che il disturbo sia qualcosa di indipendente dall’impegno e della volontà del bambino rappresenta una buona strategia iniziale per favorire il suo benessere emotivo. In un’ottica di prevenzione, sembra fondamentale poter contare su una scuola inclusiva, su una famiglia accogliente e supportiva e su una rete sociale solida. I bambini trascorrono la maggior parte del loro tempo a scuola e in ragione delle loro caratteristiche ogni compito è una sfida che spesso causa frustrazione. Il mio suggerimento è di stimolare sempre più in loro interessi molteplici (ad esempio, sport, hobbies, etc.) poiché devono cimentarsi in contesti dove la loro peculiarità di apprendimento non rappresenti un ostacolo. Tutto ciò risulta molto importante per la costruzione di una buona autostima e non solo.

Quali terapie e rimedi per trattare i disturbi dell’apprendimento (D.S.A)?

È possibile effettuare trattamenti di abilitazione o riabilitazione delle abilità deficitarie. La precocità dell’intervento è di fondamentale importanza per una migliore prognosi. Tali percorsi di potenziamento hanno l’obiettivo di migliorare le prestazioni e sono caratterizzati da cicli brevi e ripetuti di due o tre sedute alla settimana per minimo tre mesi da realizzare presso uno studio specializzato.

La terapia cognitivo-comportamentale è un intervento utile per prevenire certi disagi psicologici nell’ambiente scolastico e familiare e per trattare specifici problemi dell’apprendimento. Contattaci per una valutazione: PAGINA CONTATTI.

Bibliografia

Cornoldi, C. (Ed.). (2007). Difficoltà e disturbi dell’apprendimento. Il mulino.

Tressoldi, P. E., & Vio, C. (2012). Il trattamento dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico. Edizioni Erickson.

Vio, C., Tressoldi, P. E., & Presti, G. L. (2012). Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico. Edizioni Erickson.