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Il Disturbo Antisociale di Personalità, in passato denominato psicopatia o sociopatia, è un disturbo caratterizzato da un modello pervasivo di disprezzo e inosservanza per le regole e le leggi altrui, che si manifesta in un soggetto maggiorenne, da quando aveva almeno 15 anni, con la presenza di almeno tre dei seguenti sintomi:

  • inosservanza della legge, rivelata ed indicata da azioni ripetutamente commesse che sono motivo di arresto;
  • disonestà, evidenziata dal mentire ripetutamente, dall’utilizzare pseudonimi, dal truffare gli altri per guadagno personale o per piacere;
  • impulsività o incapacità di pianificazione;
  • facile provocabilità o aggressività: manifestata in frequenti scontri fisici e nella tendenza ad aggredire facilmente gli altri;
  • tendenza all’assunzione di comportamenti o atteggiamenti incauti ed incuranti della propria ed altrui sicurezza;
  • irresponsabilità, evidenziata ad esempio dall’incapacità di far fronte a obblighi finanziari o di sostenere un’attività lavorativa con continuità;
  • mancanza di rimorso per le azioni compiute, rivelata dall’indifferenza o dall’utilizzo della razionalizzazione nel ferire o maltrattare gli altri;
  • presenza di un Disturbo della Condotta con esordio precedente ai 15 anni.

Le persone che soffrono di un Disturbo Antisociale fanno fatica estrema a conformarsi alla legge e alle norme morali; esse infatti spesso compiono atti illegali (es. truffare, rubare, distruggere o danneggiare la proprietà altrui) e/o attuano comportamenti manipolativi (es. mentire, simulare, creare false identità). Tutto ciò finalizzato allo scopo di trarne profitto, vantaggio o piacere personale, ad esempio ottenendo denaro, potere, sesso. Caratteristica peculiare del disturbo è l’assenza o la scarsità di rimorso mostrato e provato per le conseguenze delle azioni compiute; queste persone infatti, dopo aver danneggiato, ferito, sfruttato qualcuno si mostrano emotivamente indifferenti o tendono a fornire spiegazioni razionalizzanti del loro comportamento. Il Disturbo Antisociale di Personalità è inoltre caratterizzato in maniera distintiva da impulsività, facile irritabilità, aggressività.

Come si manifesta

Chi soffre di un Disturbo Antisociale di Personalità si comporta manifestando noncuranza per la legge e le norme morali; quando incorre in difficoltà e problemi legali o sociali tende ad attribuirne cause e responsabilità agli altri e a loro supposte mancanze piuttosto che a se stesso e al proprio comportamento, presentandosi nel ruolo di vittima. I contenuti emotivi più frequentemente vissuti sono l’irritazione, la rabbia, il disprezzo, il distacco, l’umiliazione, la noia, l’invidia, il piacere derivante dalla dominazione sull’altro e dal potere, l’euforia; raramente e con difficoltà provano emozioni come l’affetto, la gratitudine, il rimorso ed il senso di colpa, l’empatia, l’erotismo e la simpatia.

Le persone con Disturbo Antisociale di Personalità hanno grandi difficoltà nel vedere le cose dal punto di vista degli altri e nel mettersi nei loro panni, e ciò comporta la mancata prefigurazione della sofferenza che possono causare loro con ciò che fanno; pertanto si mostrano indifferenti, distaccati, sprezzanti, irrispettosi e cinici verso chi gli sta intorno. Tale assetto influisce sulla qualità e quantità delle relazioni interpersonali dell’antisociale, in genere piuttosto superficiali e transitorie e dominate dall’agonismo; distaccati ed indifferenti, infatti, non si curano di ciò che pensano gli altri e di ciò che avviene nei loro rapporti con gli altri. Tale modalità si mantiene anche nelle relazioni intime; il comportamento sessuale di chi soffre di un Disturbo Antisociale è tendenzialmente utilitaristico, manipolativo ed irresponsabile: nel corso della vita possono avere numerosi partner sessuali e non avere mai relazioni monogame.

Le persone con funzionamento antisociale sono inoltre convinte di essere speciali e di meritare pertanto facilitazioni, particolari favoritismi, indulgenza ed immediate gratificazioni; possono comportarsi esibendo un’eccessiva fiducia in sé (es. ritenere un lavoro troppo ordinario e quindi indegno del proprio impegno e della propria partecipazione) e adottando atteggiamenti disinvolti e superficiali. La fiducia in sé non è però il riflesso di una valutazione positiva di se stessi ma è fondata sulla diffidenza verso il mondo e gli altri, considerati potenzialmente dannosi, umilianti e fonti di frustrazioni non tollerabili ed accettabili.

Chi soffre di un Disturbo Antisociale di Personalità si mostra noncurante non solo della sicurezza degli altri ma anche della propria; tipicamente, ad esempio, è trascurato nella cura e nell’accudimento dei figli (es. malattie dovute ad una scarsa igiene dell’ambiente di vita, malnutrizione, abbandoni dei figli o affidamenti a persone poco familiari o estranee). La scarsa attenzione alla propria sicurezza ed incolumità si riflette invece nell’attuazione di comportamenti pericolosi (es. abuso di sostanze, sessualità a rischio, guida spericolata). La mancanza di rimorso per le conseguenze delle proprie azioni rappresenta un aspetto peculiare di chi ha un funzionamento antisociale e si manifesta con l’adozione di atteggiamenti dominati dall’indifferenza e dalla tendenza alla minimizzazione dei danni arrecati; le persone con un Disturbo Antisociale di personalità spesso forniscono spiegazioni superficiali e deresponsabilizzanti dei danni arrecati all’altro, e tendono inoltre a biasimare le loro vittime, considerate prive di risorse o comunque meritevoli per altri motivi del loro destino (es. “i perdenti non possono che meritarsi la sconfitta”, “doveva andare così, doveva succedere”). L’antisociale è incapace di scuse o di qualsiasi altra forma di riparazione.

Un’altra caratteristica peculiare delle persone che soffrono di Disturbo Antisociale è il trasformismo: a volta possono sembrare individui isolati, altre volte, più tipicamente, si mostrano particolarmente coinvolti socialmente; possono alternare comportamenti prepotenti ed aggressivi ad atteggiamenti remissivi e miti. I momenti di aggressività sono frequentemente incarnati da aggressioni fisiche; l’impulsività, invece, si può rivelare nelle difficoltà a pianificare il futuro, che portano queste persone a prendere decisioni sotto l’impulso del momento, senza considerare in alcun modo le conseguenze per sé e per gli altri. Ed accanto all’impulsività, spesso compare, nell’antisociale, la scarsa responsabilità, che può trovare la sua manifestazione sul piano lavorativo (es. lunghi periodo di disoccupazione nonostante la presenza di possibilità lavorative; assenze ripetute ed ingiustificate a lavoro), sul piano finanziario (es. accumulo di debiti; incapacità a provvedere al sostentamento familiare), sul piano relazionale-affettivo (es. incapacità ad adempiere alle responsabilità del ruolo genitoriale o coniugale).

Il funzionamento delle persone con Disturbo Antisociale di personalità è infine caratterizzato da una scarsa tolleranza alla frustrazione per cui, quando le cose non vanno nella direzione desiderata, non riescono a rinunciare ad un piacere o a procastinarlo e agiscono con impulsività per poterlo realizzare. Come riconoscerlo.

 

 

Le persone che soffrono di un Disturbo Antisociale di personalità, in genere, non fanno richieste di trattamento in quanto non possiedono consapevolezza di malattia. Frequentemente la psicoterapia inizia in seguito a problemi con la legge, in quanto l’adesione a percorsi terapeutici o riabilitativi migliora la loro posizione legale. La diagnosi di Disturbo Antisociale, comunque, può essere attribuita a soggetti maggiorenni che, prima dei 15 anni di età presentavano sintomi compatibili con la presenza di un Disturbo della Condotta. Tale disturbo è caratterizzato da comportamenti di violazione delle norme sociali e dei diritti degli altri. Comportamenti antisociali possono manifestarsi anche nella schizofrenia o durante un episodio maniacale, per cui non è possibile fare diagnosi di disturbo antisociale se i sintomi con esso compatibili compaiono durante il decorso di queste altre due patologie. Alcuni atteggiamenti e comportamenti tipici di questo disturbo di personalità possono rappresentare una conseguenza di una dipendenza da sostanze stupefacenti. La differenza consiste nel fatto che, nel Disturbo Antisociale, il comportamento antisociale avviene indipendentemente dall’ottenimento e dall’utilizzo delle sostanze. Un’ultima distinzione va fatta tra Disturbo Antisociale e comportamento criminale, distinzione che si basa sul fatto che quest’ultimo è intrapreso esclusivamente per un guadagno personale e non è accompagnato dagli altri sintomi caratteristici del disturbo.

Quali sono le conseguenze.

L’impulsività caratteristica del Disturbo Antisociale può causare cambiamenti frequenti ed improvvisi di lavoro, repentini inizi o rotture relazionali, estemporanei mutamenti lavorativi e, pertanto, marcate difficoltà di inserimento sociale; tali difficoltà sono notevolmente amplificate inoltre dalla spiccata tendenza verso atteggiamenti e comportamenti immorali, aggressivi ed illeciti che porta queste persone ad essere emarginate e respinte. Chi soffre di un Disturbo Antisociale di personalità, inoltre, ha una maggiore probabilità rispetto al resto della popolazione di non raggiungere un’indipendenza economica, oltre ad essere maggiormente esposto al rischio di carcerazioni o di morte prematura per cause violente.